Superbike: Roberto Rolfo ci crede “La Suzuki vi sorprenderà”

Il torinese, 5 vittorie Mondiali, torna in top class con il team Grillini che parte da zero con la GSX-R. Sfida impossibile?

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Roberto Rolfo è l’idolo degli appassionati cui piacciono i piloti vecchio stampo. Quelli per cui la passione, il gusto del rischio e della sfida, sono tutto.Uno che va forte e non ha frontiere: a febbraio scorso ha sbancato Phillip Island nel Mondiale Supersport,  a fine estate non ha esitato un attimo a salire su una Naked per correre una gara di velocità in salita, come un amatore, fra due ali di folla. Vincendo anche lì.  Torinese, 37 anni, Roberto ha un palmares invidiabile: 4 vittorie nel Motomondiale, iride della 250 sfiorato nel 2002, senza contare le 105 presenze in Superbike. Fra poche settimane lo attende una delle sfide più difficili della sua ventennale carriera: rendere competitiva la Suzuki GSX-R e il team Grillini.

Roberto, sembra un’impresa al limite dell’impossibile…

“Partiamo da zero, c’è tutto da fare: la Suzuki non è impegnata in Superbike, faremo da soli. Sarà una sfida difficile, ma molto esaltante”. 

Perchè ti sei innamorato del team Grillini?

“In Qatar non sapevo cosa aspettarmi ma sono stato accolto nel modo che piace a me. Ho trovato un bel clima, e indipendentemente dal potenziale tecnico da squadra privata,  l’impegno è stato eccezionale. E a me questo approccio piace: se vedo gente intorno che lavora, che dà il massimo e ha veramente voglia di fare le gare, io mi esalto. Quando mi hanno parlato della nuova avventura con Suzuki mi sono entusiasmato: non ho mai guidato per questa marca, e tornare sulla 1000 mi affascina. Ho quasi 38 anni ma ancora qualcosa da dire.” 

Quindi Roberto Rolfo può fare bene?

“All’inizio saremo limitati dal fatto che siamo partiti in ritardo e siamo assai distanti dal potenziale delle GSX-R che corrono nel British Superbike o nel MotoAmerica, non abbiamo  una struttura Yoshimura alle spalle. Ci affidiamo a Nando De Cecco, che è  un uomo di esperienza su questo tipo di moto. Sta curando lui la parte motoristica e io sono molto fiducioso.”

Hai parlato con Sylvain Guintoli che ha gareggiato con Suzuki nel British?

“Non ci ho parlato ma so che ha avuto ottime impressioni, specie per quanto riguarda il telaio. Il motore è brusco come erogazione, c’è del lavoro da fare ma la potenza c’è. La prospettiva di poterci allineare con le migliori squadre private è concreta.”

Vieni da un 2017 strano: hai vinto nel Mondiale a Phillip Island e in salita al Passo Spino… 

“E’ stato uno degli anni più belli in assoluto. In Australia ho toccato il cielo con un dito, è stata una vittoria fantastica strappata con il cuore. Non mi illudevo di poter vincere il Mondiale Supersport, ma almeno di potermi giocare un posto nei primi cinque-sei. Invece c’è stato il pasticcio con la squadra…”

Già, perchè è finita con il team Vamag in Supersport?

Eravamo partiti benissimo, e fino alla gara di Assen (round 4, ndr) eravamo andati molto forte. Poi il rapporto si è interrotto perchè loro avevano problemi di budget e bisogno di un pilota che portasse un po’ di ossigeno. Dopo qualche mese ci siamo chiariti. Non ho problemi con nessuno”

Perchè hai corso e vinto nel tricolore della salita?

Stefano Manici è un mio caro amico e mi ha fatto un regalo speciale: una Triumph per correre nella categoria Naked nella prova tricolore al Passo dello Spino, sulle strade dell’aretino. E’ stata un’avventura divertentissima. Ho trovato la passione che piace a me, le gare su strada mi piacciono. Adesso devo pensare al Mondiale Superbike, ma credo che quando sarà tempo mi vedrete correre molto spesso su strada…

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