MotoGP: Yamaha, ma quale crisi nera?

Vinales sul podio a 2 decimi dal successo, Rossi in testa al GP e poi quarto: adesso si che ad Iwata saranno in confusione…

“Chiedete ai giapponesi perchè andiamo così male” è stato il mantra di Valentino Rossi negli ultimi mesi. Se i tecnici di Iwata erano in confusione prima, figuratevi adesso. Sono rimasti sotto il fuoco amico per mesi, ascoltandone di tutti i colori. “La moto 2018 è nata male”, “Il motore quattro cilndri è alla frutta”, “Dopo l’estate Honda e Ducati hanno fatto un salto di qualità enorme noi siamo rimasti fermi”, “Non sappiamo se c’è una moto 2019” e via discorrendo. Poi la MotoGP arriva in Thailandia e succede l’imprevedibile: Valentino Rossi “rischia” di partire in pole (mancata per soli 11 millesimi) e in gara le due M1 ufficiali sono là davanti a giocarsela con le solite Honda e Ducati. Maverick Vinales, terzo, ha pagato appena 270 millesimi e Valentino Rossi è quarto ad un secondo e mezzo, dopo esser stato anche per comando della corsa.

SCONCERTO – In agosto, a Zeltweg, Kouji Tsuya,  massimo responsabile tecnico Yamaha presente ai GP, era stato addirittura mandato al rogo mediatico per porgere scuse ufficiali per i cattivi risultati. Un capo giapponese che chiede scusa ai piloti davanti al mondo non si era mai visto.  Improvvisamente la Yamaha risorge e si gioca la vittoria, a detta dello stesso Rossi “con più o meno la stessa moto di prima, salvo piccoli aggiustamenti di elettronica.” (Qui l’intervista post GP) Viene da chiedersi se qualcuno adesso andrà a scusarsi con Tsuya…

RESURREZIONE – Nel momento della “crisi nera” Yamaha riporta a galla perfino Johann Zarco della satellite Tech 3, cioè pilota e team che fra poche settimane avranno nel box la KTM al posto della M1. Come ha fatto la quattro cilindri di Iwata a tornare una moto vincente da una gara all’altra? Misteri di questa MotoGP dove elettronica e gomme giocano un ruolo preponderante. Anche se, ogni domenica, Marc Marquez e Andrea Dovizioso sono sempre là a giocarsela, a prescindere da tracciati, temperature e soluzioni di mescola. Rossi alla fine è stato molto onesto: “Volevo il podio, ma Vinales andava più forte di me.” Aldilà delle comprensibili disquisizioni tecniche  viene un dubbio: può essere che, in questo momento, l’unico vantaggio di Honda e Ducati stia nel polso destro di Marquez e Dovizioso?

MotoGP Thailandia: Cronaca e classifica

2 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. totor - 2 settimane fa

    L’elettronica della Yamaha non si adatta ad ogni tipo di asfaltatura, pneumatico e temperatura come Ducati e Honda. Ecco perché Rossi dice che la moto funziona bene in Thailandia ma non sa il perché. Quindi secondo me nessuna confusione, la crisi c’è eccome.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. gyruss - 2 settimane fa

    In Yamaha troveranno facilmente soluzione al mistero guardando la moto di Zarco che è immutata da inizio anno e che non avendo gli sviluppi elettronici degli ufficiali capiranno che la “resurrezione” è stata causata da un fortuito mix di asfalto/gomme/temperatura!
    Per il resto direi che la Honda è una buona moto solo perchè la guida Marquez…..se fosse per Crutchlow o Pedrosa sarebbe fallimentare peggio di Yamaha.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy