MotoGP: Johann Zarco mette Yamaha in scacco, il segreto non è il telaio

Il super debuttante va forte con tutte le configurazioni e mette in crisi i dogmi tecnici di Rossi e Vinales. E se l’asso nella manica fosse…

Johann Zarco è il rookies of the year 2017, la scheggia impazzita di casa Yamaha capace di mettere in discussione il lavoro dei tecnici di Iwata, il telaio della M1 ufficiale, le prestazioni di Rossi e Vinales. Per un campionato intero l’attenzione di critici e addetti ai lavori si è focalizzata sul telaio 2016. E se invece il segreto dell’enfant prodige fosse altrove?

QUESTIONE TELAIO –  Il due volte campione di Moto2 ha regalato una stagione da favola al team Tech3, riuscendo a piazzarsi in più occasioni davanti ai due alfieri del team Movistar. Un evento a tratti inspiegabile che ha scombussolato i sogni e i programmi della Yamaha, sempre alla forsennata ricerca di quel grip al posteriore dal sapore quasi miracoloso, inafferrabile, da grattacapo enigmistico. Ma la differenza tra Zarco da un lato e Maverick e Valentino dall’altro sta solo nel telaio? E come spiegare che il pilota francese abbia trovato subito un ottimo feeling anche con il telaio 2017 durante i test di Valencia?

DAL BOX TECH3 – Forse l’asso nella manica di Johann sta nel suo stile di guida, nel suo peso per altezza, che formano un binomio vincente con la M1 di qualsiasi annata. “Nel 2017 è stato il pilota della Yamaha che aveva lo stile perfetto per questa moto”, ha spiegato Nicolas Goyon, capo equipaggio di Jonas Folger nel team Tech3, in un’intervista a Speedweek.com. “Se guardi Zarco, rispetto a Viñales e Rossi, è il pilota Yamaha che ha lo stile perfetto per questa moto. Il suo stile di guida è molto simile a quello di Lorenzo”. La YZR-M1 2017 richiedeva una frenata e un’accelerazione delicate, manovre rese più semplificate dalla leggerezza di Zarco.

DAL BOX VR46 – Il GP d’Austria è stato uno di quei GP in cui il pilota satellite ha chiuso davanti ai riders ufficiali. In quell’occasione Valentino Rossi ha dato la sua spiegazione: “Zarco è più piccolo, più leggero, ha una guida molto dolce. Rispetto a me e Vinales consuma un po’ meno le gomme. Abbiamo fatto la scelta giusta con la dura, ma non è bastato”. Impossibile addomesticare la gomma morbida come solo Zarco sa fare. A distanza di mesi Silvano Galbusera riecheggia le motivazioni del Dottore: “Johann è un po’ più leggero di Valentino e gestisce le gomme con molta delicatezza, quindi può guidare con impostazioni molto morbide. Le stesse impostazioni non funzionano per Valentino. Ha bisogno di più supporto davanti e dietro, che è dovuto al suo modo di rallentare e accelerare”.

DAL BOX DI VINALES – Dal box di Maverick Vinales arrivano le medesime spiegazioni, che poco hanno a che fare con il telaio 2016. “Zarco ha un modo diverso di guidare. In alcune occasioni sarà più veloce, in altre invece più lento degli altri. Ma i dati dimostrano che lui guida in modo diverso rispetto a Maverick e Valentino”, ha detto Ramon Forcada”. E’ in grado di utilizzare la gomma anteriore più morbida, quando il resto del gruppo non poteva”. Non è un caso che sia il secondo pilota, dopo Marc Marquez (96), ad aver compiuto il maggior numero di giri al comando (64). Un mix di gentilezza e aggressività che nessun pilota della Top Class può vantare: “Sul mio stile di guida posso dire che va bene per me”, ha detto Johann. “E’ normale essere aggressivi con le moto, finora ho sempre avuto ragione, devi combattere e sto combattendo”. E dopo la pausa invernale probabilmente in pista vedremo un autentico guerriero…

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