Moto2 : MV Agusta, il ritorno Ecco perchè sarà un successo

La gloriosa marca varesina rientra nei GP: avrà il motore inglese ma il fascino è intatto. Agostini scettico, Castiglioni: “Passo verso la MotoGP”

La Gazzetta dello Sport ha dedicato una pagina intera al racconto del ritorno della MV Agusta nei GP nell’edizione di mercoledi 22 agosto 2018. Vi proponiamo  qui il testo integrale

Facendo le debite proporzioni, è come se la Ferrari fosse rimasta per 43 anni fuori dalla F.1. Perché la MV Agusta che nel 2019 si riaffaccerà al Motomondiale, dopo quasi mezzo secolo d’assenza, è un pezzo di storia dello sport che riemerge dall’oblio. Si ricomincia dalla Moto2, la categoria di mezzo, passaggio obbligato per un futuro che — se tutto va bene — porterà necessariamente alla MotoGP. Il confronto diretto tutto italiano contro Ducati e Aprilia sarà da brividi.

PALMARES – Oggi MV (Meccanica Verghera, la denominazione di un’ex azienda aeronautica attiva già ai tempi della Grande Guerra) significa moto stradali affascinanti, lussuose, prestazionali. Ma per un lunghissimo periodo, da fine anni ‘50 fino al 1976, MV è stata soprattutto un’autentica macchina da guerra sportiva. Con 75 titoli Mondiali conquistati, 37 Costruttori e 38 piloti, la marca con sede a Schiranna, sul lago di Varese, nei palmarès è tutt’ora seconda solo al gigante Honda. Riportare nei GP un mito di questo genere è un’operazione talmente affascinante che ci si chiede come non sia potuta avvenire prima. Servivano investimenti, che questa azienda che ha attraversato periodi di forte difficoltà non poteva impegnare, e la lucida strategia di personaggi ambiziosi, innamorati delle corse e un po’ folli. Il rientro avviene sotto l’ala di Giovanni Castiglioni, figlio di Claudio, l’industriale che più si è speso per la riscoperta e il rilancio di MV. Ridata la spinta necessaria alla produzione, anche con l’apporto di capitali russi, Castiglioni junior adesso compie il grande passo. «Il rientro nei GP è un sogno che diventa realtà — afferma il giovane imprenditore lombardo —. È un’impresa resa possibile dai nostri tecnici, dalle nostre maestranze ma soprattutto alla spinta di Giovanni Cuzari, che per anni ci ha spronato a fare questo grande passo. Non sarà facile, ma passo dopo passo sono sicuro che riporteremo la MV Agusta dove merita di stare».

EREDITA’ –  Le MV verranno gestite in pista da Forward Racing, impegnata in Moto2 dal 2009. In questa stagione fa correre le Suter affidate al 19enne Stefano Manzi e dal GP Austria allo spagnolo Isaac Viñales. «Inseguo questo sogno sin dai tempi di Claudio Castiglioni — spiega il titolare Cuzari, ticinese —. Numerose volte ho insistito per tornare con MV Agusta in MotoGP e quando Giovanni ha preso il posto del padre, spesso l’ho spronato a credere in un progetto tanto ambizioso». Raccogliere l’eredità di un marchio così ingombrante è una bella responsabilità «ma sono consapevole che questo è solo un primo esordio e che il lavoro da fare è ancora importante. La Moto2 è solo una tappa di passaggio per puntare al meglio», puntualizza Cuzari.

LA SVOLTA – La MV Agusta, che ha compiuto i primi 81 giri a Misano a inizio mese con il collaudatore Lorenzo Lanzi (qui le foto), è realizzata nel Centro ricerche Castiglioni, il vero cuore di MV Agusta, dal gruppo di tecnici capitanati da Paolo Bianchi. L’artefice del progetto è lo statunitense Brian Gillen che racconta: «Da qualche anno stavamo pensando al rientro nel Motomondiale e l’occasione propizia è stato il cambio regolamentare della Moto2, che dal 2019 adotterà un motore tre cilindri simile al propulsore MV che abbiamo utilizzato nelle gare del Mondiale Supersport, sfiorando più volte la conquista del Mondiale. Il progetto Moto2 è molto ambizioso e stiamo impegnando tutte le nostre risorse di R&D ed esperienza nelle corse per costruire una moto completamente nuova, diversa da tutte le altre e all’altezza del marchio MV Agusta». (qui il video dell’assemblaggio della F2)

AGO –  Le norme Moto2 impongono l’utilizzo del motore unico Triumph e l’idea che sulla MV debba battere un cuore britannico non piace a tutti. Fra gli scettici c’è anche Giacomo Agostini, 15 Mondiali, il pilota che più di ogni altro ha legato le sue fortune sportive allo storico marchio italiano. «È il ritorno del marchio, cioè un’operazione di marketing, perché c’è poco di MV purtroppo — osserva il pilota più titolato della storia —. Una volta era diverso: motore, telaio, squadra, erano tutte componenti orgogliosamente identificate con la fabbrica. Neanche la squadra sarà un vero team ufficiale di tecnici interno MV. Si perde qualcosa, secondo me. Il vero problema, in prospettiva, è che dovendo montare obbligatoriamente il motore Triumph, la Moto2 servirà a poco anche in ottica di approdo alla MotoGP. Ma queste sono le regole del motociclismo moderno, c’è poco da fare». Per l’operazione Moto2 MV Agusta ridimensionerà la presenza nel Mondiale delle derivate dalla serie. Il progetto Superbike verrà accantonato, mentre la Supersport (medie cilindrate) correranno con formazioni satellite. Non è la top class, il motore è preso in prestito ma la MV avrà comunque un richiamo fortissimo. Immaginate se tornasse a vincere…

(Ha collaborato Massimiliano Garavini)

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  1. Max75BA - 3 mesi fa

    Con Cluzel abbiamo sognato il titolo in supersport…insistere in supersport e sbk sarebbe stato meglio…vedremo in moto2 se sarà una protagonista…spero che non sia il medesimo mediocre percorso sportivo che sta realizzando l’Aprilia…

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