Manuela, Miss Melandri: “Vi racconto cose che non ho mai raccontato”

Top model, compagna, mamma: tutti vedono quanto sia bella, pochi sanno cosa ha dentro la donna più ammirata nel paddock Superbike.

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Manuela Raffaetà: avete presente quelle persone che a pelle ti trasmettono energia e positività?

Miss Marco Melandri è proprio così: un “tubo bianco”, come ama definirsi. A differenza dei tubi neri: le persone negative, quelle annebbiate e oscurate dalla cattiveria; quelle che giudicano senza sapere. E di giudizi sommari e ingiusti Manuela ne sa qualcosa.

TRA DONNE – Ho scambiato con lei una bellissima chiacchierata, una di quelle chiacchierate tra donne che dopo ti fanno sentire leggera. E’ impossibile non rimanere colpiti dalla sua bellezza. E’ una di quelle donne che non c’è altro modo che definirle belle. Belle senza se e senza ma. Ho visto questa donna statuaria muoversi nel paddock e nei box del Mondiale Superbike con grazia, naturalezza e spontaneità, sempre con il sorriso solare. E con una stupenda bambina in braccio.

TOP MODEL– Ci siamo incontrate dopo una giornata difficile. Il suo Marco Melandri era caduto all’ultimo giro, mentre aveva un piazzamento da podio in tasca. E poco dopo il compagno  Chaz Davis era finito in ospedale, investito da Jonathan Rea. Ma Manuela aveva ancora il suo sorriso. Un pochino offuscato ma sempre luminoso ed aperto. Se pensate all’ormai semplicistico binomio sportivo-modella state sbagliando. Manuela ha una carriera alle spalle raggiunta prima di conoscere Marco. Quando si sono conosciuti Manuela era già una modella affermata e lui un pilota famoso. Si sono semplicemente visti e innamorati. “Mia mamma mi diceva che quando avessi incontrato l’uomo della mia vita avrei sentito le campane. Mi sembrava una cosa da Carosello ma in realtà aveva ragione. Quando ho visto Marco per la prima volta ho davvero sentito le campane.”

PICCOLO GRANDE AMORE – Da quel loro primo incontro non si sono più lasciati. E oggi dopo dodici anni sono più uniti che mai,  grazie anche all’arrivo della piccola Martina. “Sono stata più lenta rispetto alle mie colleghe modelle nell’affermarmi nel mondo della moda. Sono cresciuta piano piano e una volta raggiunti gli obiettivi ho lavorato duro per consolidarli”. Manuela mi racconta dei suoi genitori che sempre l’hanno sostenuta nella sua professione. “Mia mamma mi ha insegnato che dovevo differenziarmi dalle altre modelle… Mi diceva sempre: “Di ragazze belle ce ne sono tante, tu deve essere professionale “E così ho imparato a vivere il mestiere della modella arrivando sempre puntuale, avendo cura degli abiti che dovevo indossare e comportandomi correttamente”. 

NEW YORK – Diventa tenera quando mi confessa che ha imparato a camminare in modo così elegante grazie a sua mamma che le faceva percorrere su e giù il corridoio di casa con un libro in testa. Non è stato facile: casting su casting, sempre in giro con la valigia. Ma con testardaggine e un solido appoggio da parte della famiglia finalmente l’occasione è arrivata diventando testimonial della campagna pubblicitaria di Fruscìo. Quando ha conosciuto Marco, Manuela era già una professionista. Quando le fu offerta un’opportunità unica di lavoro a New york con un volo di sola andata non vacillò un solo istante: scelse Marco. “ Non mi sono mai pentita. Il tempo e i traguardi che abbiamo raggiunto mi hanno dato ragione”.

MONDO DIFFICILE – Soprattutto all’inizio non sono mancate insinuazioni sul reale interesse di Manuela per Marco. “Una volta da qualche parte ho letto una cosa così:  “A Manuela piacciono gli uomini piccoli ma dal  portafoglio grande”. Non ho alimentato la polemica Marco ed io sappianmo cosa siamo. Rispondere, controbattere porta solo chiacchiere inutili”. Manuela è sempre sorridente, sempre carina e affabile con tutti . Ti dà l’impressione di conoscerla da sempre. “Regalare un sorriso non costa niente ed è importante per me contribuire a creare un rapporto piacevole e sereno con le persone”. Manuela è anche generosa con i numerosi fan che in circuito le chiedono foto, che le domandano di Marco: risponde a tutti in modo sorridente e pacato. “Com’è il mio rapporto con la paura? “Hai un’ altra domanda ?” Ride … “Impari a conviverci. Non potrei mai chiedere a Marco di smettere di correre,  è la sua vita. Nei giorni di gara cerco di stargli vicino nel modo migliore. In quei giorni il compito di una moglie, di una compagna è di sostegno. Altrimenti è meglio rimanere a casa.”

DUCATI FAMILY – Quanto più mi addentro nel mondo della Superbike, tanto più mi è chiaro quanto sia importante per un grande campione avere al proprio fianco una donna di valore. Con l’arrivo della piccola Martina le prorità in casa Melandri sono un po’ cambiate. “E’ lei al centro di tutto” e non sempre Manuela può seguire Marco. “ Mi sento comunque tranquilla anche quando non riesco ad accompagnarlo. La Ducati e il team Aruba sono una grande famiglia, il clima è bellissimo e so che Marco è in ottime mani. In squadra Marco non ha trovato solo grandi professionisti: ha trovato padri, fratelli. Non gli era mai successo. Adesso è sereno.”

MARTINA – Manuela mi mostra orgogliosa le foto della sua bambina tanto voluta e mi fa tenerezza quando mi accorgo che i suoi dubbi sono quelli tipici di tutte le mamme alle prese con il loro primo figlio. “Mi hai fatto raccontare cose che non avevo mai raccontato”. Alla fine di una giornata difficile, questa chiacchierata ci ha rilassato e ci ha fatto sentire in pace con il mondo. Ci salutiamo e le confesso che avrei desiderato, come migliaia di appassionati, che Marco Melandri tornasse a vincere, una volta o l’altra.

EPILOGO – Il giorno dopo Marco ha vinto. Vedere il team, Manuela, Marco con la sua bambina che si stringono e esultano come una grande famiglia è stato commovente. In fondo lo sport, come la vita, è questo: supportarsi nei momenti bui, per condividere i successi.

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