Jonathan Rea “Serve qualcosa di speciale per farmi andare in MotoGP”

Jonathan Rea riceve il Torrens Trophy e parla del futuro. Tutt’altro che scontato

Jonathan Rea è un pilota inquieto. Aveva in mano il potenziale per vincere il quarto Mondiale ma, per usare una sua espressione, “il regolamento Superbike gioca con il mio c…” e in Thailandia, dove avrebbe potuto dominare, si è ritrovato a remare con una Kawasaki vistosamente più lenta di Ducati. Dopo due gare ha 31 punti in meno di un anno fa e, con il contratto in scadenza, la testa piena di dubbi. Rea è il vero fattore tecnico fuori controllo della Superbike, non c’è limite che possa essere imposto al talento. Chiaro che Dorna preferirebbe che si togliesse dai piedi, andando in MotoGP. Ma Jonathan è furbo è a margine della premiazione del Torrens Trophy assegnato dal Royal Autoclub del Regno Unito ha parlato alle orecchie che devono intendere: “Ci vorrebbe qualcosa di speciale per farmi andare in MotoGP 2019.”

SPECIAL ONE – Cosa significhi “qualcosa di speciale” JR1 lo ha spiegato senza timore di essere frainteso.  “La MotoGP è sempre stata il mio sogno, ma lì ci sono i migliori piloti e per sfidarli ad armi pari avrei bisogno di un buon pacchetto. Dovrei recuperare un’enorme mancanza di esperienza con quelle moto, le piste e le gomme. Non mi interessa assolutamente andare a correre per un team di clienti quando ci sono piloti  ufficiali con un potenziale migliore.  Non mi importa andarci per forza, ma solo se posso giocarmela.Ma  a 31 anni onestamente non credo che avrò questa opportunità.”

SEGNALE – Il senso è chiaro: cara Dorna, se vuoi che corra in MotoGP devi trovarmi una sistemazione di primissimo livello. Punto. “I miei manager stanno esplorando tutte le opportunità in questa fase, E’ troppo presto per dire esattamente quello che sto cercando di fare, ma sono davvero felice con Kawasaki. Mi sento a casa anche in Superbike, quindi in un mondo ideale, andrò avanti. Non sta succedendo nulla in questo momento, ma il mio manager è molto più impegnato in questo periodo dell’anno di quanto lo sia mai stato prima! Da parte mia, mi sono ritrovato a chiedere cosa stavo cercando dalla vita. Sto cercando di essere più felice? Non sono sicuro che sia possibile! Sto cercando un cambiamento? Non proprio … Sono solo felice di avere una moto. con cui posso vincere delle gare.”

DILEMMA – Già, il dilemma è proprio questo: restando in Superbike con la Kawasaki, Rea si troverà costretto a combattere contro regole ad personam fatte in modo che possano vincere anche altri, non solo lui, che è platealmente il più forte.  Quindi Jonathan non è sicuro di poter continuare a vincere neanche restando dov’è…

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  1. federicohonorat_415 - 5 mesi fa

    Mi immagino cosa avrebbe ottenuto in SBK se non avesse buttato 5 anni alla Honda, chiaramente disinteressata a questa specialità.
    Probabilmente avrebbero cambiato il regolamento ogni anno per limitarne i successi. Sykes in tre anni di superiorità della Kawasaki ha rimediato un solo titolo, anche se la Ducati era una buona concorrente. Poi è stato offuscato dal neo compagno di squadra, che gli ha lasciato le briciole..

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