Donne in sella in Iran: il governo legalizza le patenti moto, simbolo di libertà

Storie di Moto
mercoledì, 04 febbraio 2026 alle 19:45
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Una svolta storica in Iran: patenti per le moto ufficialmente anche per le donne. Chissà che sia un inizio...
Moto e scooter, simboli della lotta delle donne in Iran per ottenere la propria libertà: mezzi "di ribellione", ma anche pratici (e costano molto meno di auto e benzina) per ovviare al traffico intenso. nonostante restrizioni e tabù sociali. Ma ad inizio febbraio 2026, quindi proprio in questi giorni, le due ruote sono diventate ufficialmente legali per il genere femminile: il governo di Teheran ha infatti formalmente adottato una nuova politica che consente alle donne di ottenere le patenti e quindi di guidare legalmente in moto.
Una "rivoluzione silenziosa" delle motocicliste iraniane che ha guadagnato sempre più terreno. È una piccola svolta, anche se ricordiamo l'entrata in vigore della legge sul velo obbligatorio, introducendo dal 2024 multe elevate, pene detentive e, in casi estremi, addirittura la minaccia della pena di morte per le donne che sfidano il codice di abbigliamento. Ma chissà che questa novità non rappresenti la prima di più aperture significative in ambito di diritti civili femminili nel Paese.

Svolta storica 

La situazione nel paese è piuttosto drammatica, le circostanze economiche e politiche nazionali ed extra nazionali stanno portando il governo ad una maggiore cautela a livello sociale, almeno in parte, per cercare di evitare ulteriori rivolte interne. Un esempio è appunto un'apertura verso le donne, che hanno iniziato da tempo ad alzare la voce per far valere i propri diritti. Il paradosso è che non esisteva un divieto legislativo vero e proprio, ma nonostante questo, era in vigore fin dal lontano 1979.
La Polizia Stradale infatti respingeva costantemente al mittente tutte le domande femminili, creando di fatto un divieto. Non erano mancate le pioniere, come la stuntwoman Zahra Abedini o la pilota di motocross Behnaz Shafiei, che avevano già dato il loro importante contribuito per spianare la strada negli ultimi anni: nonostante il divieto, lo sfidavano apertamente guidando la moto sulle strade pubbliche, anzi Abedini organizza anche tour e gite fuori porta.
Pensare che la patente per le auto è da tempo permessa alle donne in Iran, invece era un vero tabù quella per le moto, rimasta un "privilegio" esclusivamente maschile a livello ufficiale. Dopo ben 47 anni, con una risoluzione firmata dal primo vicepresidente Mohammad Reza Aref, ecco il cambiamento: la Polizia Stradale avrà il compito di formare le donne e rilasciare licenze legali, con corsi ed esami tenuti da personale femminile, per rispettare le norme islamiche. Un notevole cambiamento, anche se piccolo in un periodo ricco di tensioni sociali.
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