Max Biaggi è andato forte o no?

Paolo Gozzi Blog
domenica, 21 giugno 2015 alle 15:32
Gli avversari lo aspettavano al varco. “Beh, voi giornalisti avete parlato solo di Max Biaggi questo week end, poi alla fine cos'ha fatto? Due miseri sesti posti, ah ah...” ci ha detto un top rider Superbike prima di lasciare Misano. Lasciando da parte gelosie e rivalità, la domanda è lecita: Max Biaggi è andato davvero forte oppure il ritorno dell'anno è stato un flop?
DISTACCO - Il venerdi dei miracoli aveva suscitato parecchie aspettative ma la supremazia nelle due sessioni d'apertura aveva una precisa spiegazione tecnica. Max aveva fatto parecchie sessioni di test a Misano, quindi era logico che partisse da indicazioni di messa a punto che gli altri non avevano. Da sabato il gap è stato progressivamente colmato e gli abituali valori tecnici si sono ristabiliti. In gara uno Biaggi ha pagato dodici secondi, un distacco importante, una media di circa mezzo secondo al giro sui ventuno previsti. La bassa temperatura ha mandato arrosto le gomme, in più l'anteriore saltellava già dal giro di lancio. Più indicativo l'esame dei tempi di seconda manche, con 44°C sull'asfalto, 23°C aria. Biaggi è arrivato al traguardo ad appena 5”911 da Rea risultando velocissimo soprattutto nell'ultima parte di gara.
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CRONOLOGICO– Max ha fatto 1'35”346 al sedicesimo giro, sesta migliore prestazione assoluta. Hanno girato più forte solo i cinque che lo hanno preceduto oltre a Jordi Torres. Ecco tutte le prestazioni: Jonathan Rea 1'34”720 (2° giro), Davide Giugliano 1'35”015 (4°), Tom Sykes 1'35”195 (4°), Chaz Davies 1'35”289 (3°), Jordi Torres 1'35”303 (3°). Guidando da fuoriclasse con le gomme finite Max è arrivato ad un soffio dalla ruota di Tom Sykes, facendo rivivere l'emozione del grande duello 2012 che valeva il Mondiale vinto dal Corsaro per mezzo punto. Il cronologico sembra quello di un pilota in piena attività, invece Biaggi ha 44 anni e non correva da 986 giorni. Ha affrontato a viso aperto avversari con sette GP all'attivo, all'apice della forma. Conclusione: Biaggi è andato forte, eccome!
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SVILUPPO– Il punto debole è stato nei dettagli: la partenza, la poca decisione nel conquistare spazio (anche a spallate...) nel primo giro, la difficoltà nel cambiare traiettoria per agevolare i sorpassi. Automatismi che si guadagnano con la consuetudine alla pista: Max si è presentato ben preparato ma nei test non poteva simulare il corpo a corpo con gli avversari. In Malesia, il 2 agosto, sicuramente andrà meglio da questo punto di vista. Per i ragazzi di oggi là sarà ancora più impegnativo tenere dietro il vecchio leone. Ma c'è di più: nel week end di gara Biaggi ha dato una decisa accellerata al lavoro di sviluppo sulla Superbike 2016 portando in pista una versione particolarmente evoluta della RSV4 RF. Che, non a caso, in rettilineo ha tenuto testa alla Kawasaki: con 273,4 km/h Max ha eguagliato la stessa top speed di Rea.
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PIZZICO DI DELUSIONE? - L'esame tecnico promuove alla grande l'operazione rientro. Che però, a livello emozionale, un pizzico di delusione l'ha lasciato. Sarà stata l'illusione del venerdi da primato,o forse l'eccessiva esposizione mediatica, con quel box tecnologico pieno di telecamere e microfoni che hanno trasformato Max in un pilota-attore da Grande Fratello. Ma ad un podio, almeno uno, tanti avevano fatto la bocca. Credo perfino Max. Invece niente. Ma se ci pensate, meglio così: se Biaggi fosse arrivato nei primi tre avrebbero detto che è una Superbike di infimo livello. Invece no, Max è andato fortissimo ma per spaventarli davvero dovrà andare ancora di più. Arrivederci in Malesia...
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