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Andrea Dovizioso e Ducati non torneranno indietro, anche in caso di titolo MotoGP. Davide Tardozzi e Paolo Ciabatti hanno mal celato la loro amarezza per una decisione che deriva dall'alto, da
Gigi Dall'Igna in su. Il Direttore Generale di Ducati Corse non ha mai manifestato la volontà di voler proseguire con il forlivese, dopo otto anni si sente la necessità di cambiare. Del resto le tante incomprensioni sullo sviluppo tecnico della Desmosedici hanno seminato troppi malumori. Ma non è tutto.
In ballo c'erano richieste di denaro che l'azienda di Borgo Panigale dice di non poter soddisfare. Soprattutto in una stagione MotoGP contrassegnata indelebilmente dall'emergenza Covid-10, sia dal punto di vista sanitario ma soprattutto finanziario. La scelta di Jack Miller non è certo casuale: pilota giovane, arrembante e dallo stipendio low cost che sfiora 1 milione di euro (più eventuali bonus).
Andrea Dovizioso e il suo manager Simone Battistella ne chiedevano almeno 3-4, ma in Ducati hanno alzato le barricate. D'altronde a Jorge Lorenzo non hanno offerto più di 800.000 Euro.
A questo punto al vicecampione MotoGP non resta che guardarsi intorno. Aprilia attende il 15 ottobre prima di prendere una decisione. KTM non ha intenzione di riaprire un dialogo chiuso a giugno, anche se la tentazione di riportare Iker Lecuona in Moto2 è grande. In entrambi i casi il Dovi dovrà ritoccarsi l'ingaggio e accontentarsi di cifre molto più modeste di quelle richieste. Viceversa, potrebbe optare per una mansione da collaudatore per il 2021, con la possibilità di compiere qualche wild card. E dal 2022 ritornerebbe a tempo pieno. Il manager ha già ricevuto diverse proposte che verranno vagliate nelle prossime settimane. Andrea attende la migliore offerta prima di ufficializzare il suo destino, ma le strade percorribili sono davvero poche in questo momento.
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