C'erano pochi dubbi sul motivo del graduale rallentamento e del crollo finale delle prestazioni di
Jonathan Rea nel finale di gara 1 a
Phillip Island. Non è stato solo il nordirlandese ha dover fare i conti con gravi problemi al pneumatico posteriore: anche Michael van der Mark (Pata Yamaha) ha rallentato vistosamente, mentre Yonny Hernandez, colombiano ex MotoGP al debutto sulla Kawasaki Pedercini, caduto per per una foratura. Si è fermato per lo stesso motivo anche Jordi Torres al debutto con MV Agusta.
Per ovviare ai problemi riscontrati dal fornitore unico Pirelli, la Race Direction dopo aver consultato le squadre ha deciso di imporre il
flag to flag per cambio obbligatorio dello pneumatico posteriore in gara 2.
"Per metà gara mi sono sentito abbastanza bene sulla moto ma nell'ultima parte della gara è stato terribile" ha commentato il tre volte Campione del Mondo. "Le vibrazioni erano così forti che ho temuto di schiantarmi, come successo lo scorso anno a Donington (quando Rea finì fuori a 200 km/h per un analogo cedimento, ndr). Ho pensato di rientrare ai box e di gettare la spugna, ma ho deciso che anche qualche punto sarebbe stato importante per la classifica. Così ho provato ad arrivare in fondo. Gomma a parte, non sto ancora guidando al 100%, ho fatto molti cambiamenti d'assetto per migliorare la mia sensazione ma ancora non ho trovato quello che mi serve."