Passione senza età. Fulvio Rizzi è nato nel 1954 ed ha la licenza sportiva dal 1980. Il prossimo anno parteciperà alla Pirelli Cup ed a qualche gara del MES o del National Trophy con la Ducati del team Broncos. Il pilota ed imprenditore bergamasco è un super appassionato: ha una voglia di correre, una carica, un entusiasmo da fare in invia ai ragazzini. Fulvio Rizzi non si accontenta di gareggiare ma vuole essere competitivo, portare a casa la coppa da mostrare ai suoi due figli e sei nipoti.
"Mia moglie mi dice "vai piano" ma poi si arrabbia se non faccio dei tempi buoni - racconta ridendo Fulvio Rizzi - i nipoti ci tengono alla coppa e se non la conquisto gli devo fare altri regali quindi...meglio portare a casa la coppa. Ho 70 anni ma sono ancora pieno di adrenalina, voglia di fare. Lavoro ancora a tempo pieno nell'azienda che ho creato negli anni anni settanta. Voglio rubare gli ultimi anni, sfruttare al massimo tutte le opportunità che la vita mi offre, demonizzare il divano. No, non voglio fermarmi. Mi alleno ancora con la bici da corsa e partecipo a 13 o 15 gare di moto ogni anno tra Coppa Italia, National Trophy o Pirelli Cup. Nel 2025 gareggerò con Broncos una squadra prestigiosa, forse la più importante in Italia a livello di campionati nazionali".
Com'è nata la sua passione per il motociclismo?
"Sono sempre stato un grande appassionato di gare su pista. Nella mia zona però si pratica enduro mentre io amo la velocità quindi all'inizio non è stato facile. Un tempo si cominciava a correre più tardi rispetto ad oggi. Ho fatto la licenza per la prima volta a 26 anni ed ero considerato un giovane. Sono partito dal Trofeo Laverda ma poi non è stato semplice andare avanti perché, si sa, per gareggiare servono i fondi. Ho comunque fatto il Campionato Italiano Supermono ed altri campionati. Poi dal 2008 in poi mi sono dedicato con maggior costanza ai vari trofei monomarca ed alla Coppa Italia. Nel 2022 ho vinto il Trofeo Amatori".
Come la vedono i suoi avversari, quasi sempre molto più giovani di lei?
"Vengo accolto molto bene, devo dirlo. Ricevo dei grandi attestati di stima, vengo visto come uno stimolo, un traguardo da raggiungere. Quando batto i piloti di quaranta, quarantacinque anni, è come se gli facessi capire che si può andare forte a lungo. Non bisogna farsi condizionare dall'età".
Per quanti anni gareggerà ancora?
"Di piloti così grandi di età nei vari trofei credo che siamo rimasti solo io ed Armando Iannuzzo. C'erano anche altri nostri coetanei ma hanno smesso. Per fortuna il limite di età per la licenza è stato alzato e portato a 75 anni quindi possiamo ancora programmare il futuro".