Superbike: l’analisi delle gare di Monza

Biaggi super, Haslam tiene, Ducati affonda

11 maggio 2010 - 5:03

Era dal lontano 2004 che nel mondiale Superbike, a conclusione del round di Monza, non si aveva una classifica piloti con una lotta tra due piloti al vertice così combattuta: in quell’anno i protagonisti della stagione, separati da tre lunghezze, erano i due ufficiali Ducati Fila Regis Laconi e James Toseland, con quest’ultimo che avrebbe poi ottenuto l’iride all’ultimo round di Magny Cours. Di tutta altra stoffa questa stagione 2010, sicuramente di un livello molto più alto rispetto a quella appena menzionata. I due pretendenti al titolo, al termine del quinto round, sono l’attuale leader della classifica Leon Haslam con la Suzuki Alstare e Max Biaggi, alfiere Aprilia Alitalia. Quest’ultimo è stato però, senza alcun dubbio, l’assoluto protagonista del week-end, vista la doppietta ottenuta nelle due gare domenicali e la Superpole conquistata sabato, portandosi soltanto a -3 dalla vetta. In un fine settimana da sogno, il “Corsaro” ha ottenuto una vittoria senza se e senza ma, dimostrando una superiorità assoluta sul circuito monzese e ponendo come obiettivo reale il sogno della compagine italiana di strappare il titolo piloti, alla seconda stagione dopo il ritorno alla Superbike dello scorso anno. Se nella prima manche ha dovuto aver a che fare con l’arcigna concorrenza del duo Yamaha Sterilgarda, in gara due Biaggi ha trovato campo libero quando sul rettilineo finale, ad inizio del tredicesimo giro, la YZF-R1 di Crutchlow, suo ravvicinato inseguitore, ha alzato bandiera bianca portando l’inglese alla scivolata alla Prima Variante, lasciando così “Max” libero di terminare la gara in solitaria.

Particolare interessante: in nessuna delle due gare l’italiano è stato autore del giro più veloce, che paradossalmente è stato staccato proprio dai piloti che gli hanno dato più filo da torcere: James Toseland in gara 1 (1’43.148), Cal Crutchlow nella seguente (1’42.937). Praticamente impossibile è stato per loro stare sopravanzare Biaggi, il quale è apparso insuperabile nel rettilineo (328 km/h raggiunti), molto sicuro e pulito in frenata alla Prima Variante ed alla Roggia e, sebbene non fosse un fulmine alla “Ascari”, in uscita dalla stessa, sfruttando l’accelerazione e la progressione della RSV4, ha sistematicamente rifilato diversi metri agli sfidanti. Se si fa un salto nel passato recente, esattamente al termine del round di Phillip Island, la sensazione che si ha è quella di una moto completamente differente da quella afflitta da saltellamenti e fastidiose vibrazioni, che rendevano difficoltoso lo sfruttamento della linea ideale, tanto per citare il pilota stesso. La prova del nove ce la darà la pista sudafricana di Kyalami, celeberrima per le sue buche ed asperità, sulla quale si correrà questo fine settimana. Con 181 punti per Haslam e 178 per Biaggi, la lotta per il titolo è più calda che mai. “Pocket Rocket” ha messo in scena il consueto week-end fatto di costanza e dedizione, con un quarto ed un secondo posto finali. Niente da recriminare al pilota inglese, che si è difeso più che egregiamente sul suolo italiano portando a casa due risultati importanti, nella trepidante attesa di un ritorno alla vittoria.

Purtroppo si tratta sempre più di una battaglia a due, vista la debacle del terzo e quarto in classifica, il britannico del team Honda Ten Kate Jonathan Rea e Carlos Checa, ex compagno di squadra di quest’ultimo, ora pilota Ducati Althea Racing. Doppio DNF per il nord-irlandese, scivolato in gara 1 e “abbattuto” da James Toseland (incolpevole) al via della seconda manche, mentre per lo spagnolo due risultati davvero deludenti (quattordicesimo ed undicesimo posto nelle due gare), all’apparenza non per problemi “di guida”. Nella giornata del trionfo Aprilia, c’è anche posto per un piccolo grande successo targato BMW: la compagine bavarese ha ottenuto infatti, con Troy Corser, il primo podio della storia in Superbike, in gara 2. Il team Motorrad Motosport, gestito dal ravennate Davide Tardozzi, riesce a conseguire un obiettivo che si era già posto nel pre-stagione ma che, dopo i non certo convincenti primi due round 2010 di Phillip Island e Portimao, appariva ben lontano dal concretizzarsi. La svolta di Valencia, con le soluzioni apportate all’elettronica della S1000RR, ed i due quinti posti di Assen, hanno avuto così il migliore degli epiloghi in terra italiana. Ora per la squadra tedesca l’obiettivo è quello di continuare su questa linea ascendente per puntare a una, ora non più, impossibile vittoria di manche. Nel paddock di Monza si è visto un Davide Tardozzi più felice che mai, nel fine settimana in cui il team Ducati Xerox ha (definitivamente?) affossato la testa sotto la sabbia. Valerio Piccini

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