Superbike: intervista esclusiva a Leon Camier

Il pilota inglese a tutto tondo su Aprilia e Superbike

12 maggio 2010 - 3:55

Leon Camier, 23enne di Ashford, Inghilterra, ha stupito tutti in questo inizio di stagione 2010 Superbike, che lo vede da “rookie” in sella alla RSV4 1000 Factory del team Aprilia Alitalia. Tre DNF si, di cui due (Gara 2 a Valencia ed Assen) nei quali stava compiendo delle performance di altissimo livello, ma anche un podio e un quarto posto, per un’ottava posizione in classifica generale. Insomma, l’altissimo pilota del Kent di talento ne ha, e da vendere, e rappresenta uno dei giovani più promettenti del mondiale delle derivate dalla produzione di serie. BIKEracing.it lo ha intervistato per voi al termine del venerdì di prove sul circuito di Monza, sul quale ha avuto luogo lo scorso week-end il quinto round della Stagione 2010. Come giudichi questa stagione fino ad ora? “Ho iniziato molto lentamente, a dir la verità. Durante i test ci siamo fatti trasportare da un paio di cose, che poi non si sono rivelate proficue. Ma una volta iniziate le gare, ho incominciato a capire come funzionava il tutto e abbiamo iniziato ad intraprendere la giusta direzione. Il nostro passo di gara è sempre stato abbastanza buono, purtroppo le qualifiche ed i primi giri di gara sono stati un bel problema, ma spendendo tempo sulla moto sto imparando come farla andare forte.”

L’anno scorso hai vinto, dominando, il BSB. Non hai però brillato quanto a partenze, recentemente però hai mostrato degli buoni scatti dallo schieramento. Quale pensi possa essere il motivo del cambiamento? “E’ l’esatto motivo per cui Cal (Crutchlow) e James (Toseland) non riescono ad avere delle buone partenze, ovvero perché la YZF-R1 che ha dei problemi in questo. La moto in sé, più il setting con un passo molto corto, formano un mix che non aiuta allo start.” Alla luce delle buone prestazioni di questo inizio stagione, sono cambiati i tuoi obiettivi per la stessa? “A dirti la verità, non è che abbia proprio un obiettivo prefissato. Tutti vogliono vincere delle gare, o ottenere il titolo, penso che il campionato sia fuori dalla nostra portata, visto il modo in cui è iniziato. Devo solo continuare a fare ciò che sto facendo, la chiave è quella di non continuare a cadere, di migliorare in modo continuo e di ottenere qualche altro podio e qualche vittoria. Ma non voglio pormi alcun obiettivo, perché si rischia di puntare in alto e non ottenere nulla.” Pensi ci siano punti ancora da migliorare sulla moto? “C’è ancora molto da migliorare sulla moto, alla fine è il secondo anno per questa moto, punto.”

Sei molto alto, per essere un pilota. L’Aprilia è la moto più piccola nel mondiale Superbike, e tu la guidi sempre seduto sulla coda. E’ un grande problema questo per te? “Diciamo che, “era” un problema. Aprilia ha lavorato molto per cambiare delle cose in mio favore, per fare in modo che si adattasse alla mia altezza. Niente di trascendentale, le pedane sono le classiche “aggiustabili” che si trovano sulla versione standard, ed abbiamo deciso di lasciarle così. Abbiamo posto dei clip-on più lunghi, e modificato leggermente il pad di fronte al serbatoio, visto che siedo in sella così indietro, che mi permette di sentire il davanti della moto”. Valerio Piccini Servizio Fotografico: Diego De Col

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