MotoGP Phillip Island Gara: nel caos trionfa Lorenzo, bandiera nera per Marquez

20 ottobre 2013 - 3:42

C’erano tutte le premesse per una gara caotica, così è stato. Nella confusione generale di un weekend al Phillip Island Grand Prix Circuit della MotoGP vissuto tra problemi in materia di gomme, format “inventati” in corso d’opera per sopperire a questa problematica, Jorge Lorenzo vince e, per un clamoroso errore di valutazione da parte di Marc Marquez e della HRC, riapre il mondiale. Tutto sta nella definizione dell’inedita gara “flag-to-flag” su pista asciutta della storia, dalla distanza ulteriormente accorciata (decisione presa dopo il Warm Up!) da 26 a 19 giri con un pit-stop obbligatorio per il cambio-moto nella “finestra” tra il 9° ed il 10° giro. Un format rispettato alla lettera da Jorge Lorenzo, rientrato al 10° passaggio della contesa quando si ritrovava in testa, non dal capoclassifica di campionato Marc Marquez, in quel momento in bagarre proprio con il maiorchino per la leadership, ma rientrato in corsia box 1 giro più tardi (l’undicesimo) rispetto a quanto consentito.

Un clamoroso errore di valutazione da parte del muretto box (o dello stesso fenomeno di Cervera?) HRC, con il risultato di esser squalificato con l’esposizione della bandiera nera, non prima di rischiare l’impossibile al rientro in pista dopo la tardiva sosta ai box arrivando al contatto (!) in piena “Doohan Corner” per uno scambio di traiettoria ad altissima velocità con lo stesso Lorenzo. Un format mal riuscito, una giornata disastrosa per Marc Marquez che si vede così depauperare il proprio vantaggio in campionato: da un potenziale “match point” a più soltanto 18 lunghezze di vantaggio sul maiorchino, 39 nei confronti del compagno di squadra Dani Pedrosa, secondo sul traguardo nonostante un’irregolarità (sanzionata dovendo cedere una posizione in gara a Marquez in quel momento ancora “in corsa”) nella procedura di rientro in pit lane. Una gara senza precedenti nella storia del motociclismo per un mondiale vivo come non mai con tre pretendenti alla corona che si presenteranno tra pochi giorni a Motegi racchiusi in 39 punti con 50 ancora in palio, questa volta (si spera) senza il ripetersi di eventi che poco o nulla hanno a che fare con l’azione in pista.

Al di fuori della corsa per la vittoria, Valentino Rossi ha vinto l’ennesimo confronto con Cal Crutchlow e Alvaro Bautista, questa volta per il terzo gradino del podio spezzando la striscia di “quarti posti” consecutivi. Il sesto podio stagionale per il “Dottore”, un piazzamento nella top-10 invece per le Ducati con Nicky Hayden 7° a precedere Andrea Iannone e Andrea Dovizioso mentre tra le “CRT” Randy De Puniet si aggiudica la prima vittoria stagionale, Aleix Espargaro la corona di categoria, 1 punticino per Danilo Petrucci che chiude 15° a precedere Luca Scassa (16°) e Claudio Corti (17°).

Cronaca di Gara

Distanza di gara ulteriormente accorciata da 26 a soli 19 giri, ma con un pit-stop obbligatorio per il cambio-moto nella “finestra” compresa tra il 9° ed il 10° passaggio sul traguardo. Così si prospetta la prima (forzata) “dry flag-to-flag” nella storia della MotoGP con Sarah De Bono ad intonare l’inno australiano “Advance Australia Fair”, 31.500 spettatori presenti richiamati dal messaggio “Witness the New Era“: senza Casey Stoner un nuovo pilota scriverà il proprio nome nell’albo d’oro del Tissot Australian Grand Prix con Marc Marquez pronto a giocarsi il primo “match point” campionato. Allo spegnimento del semaforo delle 16:00 locali in punto scatta benissimo dalla pole Jorge Lorenzo, leader alla staccata della “Doohan Corner” su Marquez, Perosa, Smith, Rossi e Bautista. Tutti i piloti ad altissima velocità affrontano la “Stoner Corner”, al tornantino “Honda” arrivano leggermente fuori traiettoria tanto Lorenzo quanto Marquez, si infila di conseguenza Pedrosa, ma alla “Siberia” entrambi si ripresentano rispettivamente in prima e seconda posizione e con quest’ordine va in archivio il primo dei 19 giri previsti con Valentino Rossi che si riappropria del quarto posto a scapito di Smith con Butista e Crutchlow a ruota.

Grazie al crono (record) di 1’28″315 fatto registrare l termine del secondo giro Jorge Lorenzo porta a 555 millesimi il proprio vantaggio su Marquez, perdono quota le ambizioni di Pedrosa, terzo in un limbo tra il duo di testa ed il plotoncino di inseguitori formato da Rossi, Bautista, Crutchlow con Bradley Smith scivolato in settima piazza. Il Campione del Mondo in carica è “Martillo”: 1’28″507, 1’28″792, 1’28″847, ma sugli stessi livelli (se non meglio) si attesta MM93 che resta a ruota della M1 #99, recupera anche Dani Pedrosa che lscia a 2″6 Bautista, ora quarto sfruttando una sbavatura di Rossi ora sesto in graduatoria. Si entra già in ottica “pit stop”: Lorenzo, Marquez e Pedrosa sono racchiusi in 6/10 al sesto giro, ancor più all’ottavo quando un’incertezza di Jorge all’uscita del tornantino “MG” permette a Marquez di preparare l’attacco.

Ha una possibilità di riuscirci alla “Honda Corner”, ma ormai è tempo di “pit stop”: al 9° giro è Dani Pedrosa il primo ad effettuare la sosta obbligatoria emulato da Bautista, Smith, Dovizioso, Iannone, Edwards, Hernandez, Petrucci e Pesek. Alla tornata seguente è il momento degli altri piloti: rientra Jorge Lorenzo, prosegue inspiegabilmente (e fuori regolamento!) Marquez, in pit lane anche Rossi e Crutchlow. Sosta perfetta per il maiorchino che esce dalla corsia box dopo il cambio-moto di un soffio davanti a Pedrosa, ma tutte le attenzioni sono doverosamente riservate nei confronti di Marc Marquez: rientra all’undicesimo giro, lascia la corsia box ed impatta clamorosamente con la M1 di Lorenzo al ritorno in pista in piena “Doohan Corner”.

Rischio clamoroso per Marquez che scivola così in terza piazza preceduto da Pedrosa, ma questi è costretto a cedere la posizione per un’infrazione al rientro in corsia box. Gara caotica, sfrutta l’occasione Lorenzo che porta a 1″2 il margine su Pedrosa, il quale poco più tardi lascia la seconda piazza rispettando la penalizzazione a Marquez. Finito qui? Nient’affatto: doverosamente a 6 giri dal termine viene esposta la bandiera nera al capoclassifica di campionato, fuori gioco per il disappunto di Shuhei Nakamoto ai box. Strada tutta in discesa per Jorge Lorenzo che alza il braccio segnalando qualche gocciolina di pioggia, ma mancan ormai più soltanto 3 giri con Perosa che resta a 1″6, Crutchlow terzo è in piena bagarre con Rossi e Bautista per il più basso gradino del podio. Proprio questa bagarre regala le ultime emozioni con il “Dottore” che in volata, per soli 116 millesimi, riesce a spuntarla sui due rivali, ma distante 12″ dal vincitore Jorge Lorenzo che riapre il mondiale nel disastro del binomio Marquez-HRC.

MotoGP World Championship 2013
Phillip Island Grand Prix Circuit, Classifica Gara

01- Jorge Lorenzo – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – 19 giri in 29’07.155
02- Dani Pedrosa – Repsol Honda Team – Honda RC213V – + 6.936
03- Valentino Rossi – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 12.344
04- Cal Crutchlow – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 12.460
05- Alvaro Bautista – GO&FUN Honda Gresini – Honda RC213V – + 12.513
06- Bradley Smith – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 28.263
07- Nicky Hayden – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 32.953
08- Andrea Iannone – Energy T.I. Pramac Racing – Ducati Desmosedici GP13 – + 35.062
09- Andrea Dovizioso – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 35.104
10- Randy De Puniet – Power Electronics Aspar – ART GP13 – + 37.426 (CRT)
11- Aleix Espargaro – Power Electronics Aspar+46.099 (CRT)
12- Colin Edwards – NGM Mobile Forward Racing+48.149 (CRT)
13- Yonny Hernandez – Ignite Pramac Racing – Ducati Desmosedici GP13 – + 49.911
14- Hector Barbera – Avintia Blusens – BQR FTR – + 49.998 (CRT)
15- Danilo Petrucci – CAME Iodaracing Project – Ioda Suter BMW – + 58.718 (CRT)
16- Luca Scassa – Cardion AB Motoracing – ART GP13 – + 58.791 (CRT)
17- Claudio Corti – NGM Mobile Forward Racing – FTR Kawasaki – + 1’08.105 (CRT)
18- Michael Laverty – Paul Bird Motorsport – ART GP13 – + 1’27.230 (CRT)
19- Lukas Pesek – CAME Iodaracing Project – Ioda Suter BMW – + 1’31.093 (CRT)
20- Hiroshi Aoyama – Avintia Blusens – BQR FTR – a 1 giro (CRT)

Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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