MotoGP: per il mondiale è già Jorge Lorenzo Vs Dani Pedrosa

In Spagna si anticipa il duello per il campionato

10 giugno 2010 - 4:18

Con Valentino Rossi in infermeria e lontano dai circuiti del Motomondiale per almeno 3 mesi è facile prevedere un duello in campionato tra Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Lo dice la classifica, lo si evince dai valori in campo mostrati da Jerez in avanti, con il netto miglioramento sul piano prestazionale del pilota Honda che può adesso contare su di una Honda RC212V finalmente brillante e competitiva in ogni condizione. Il duello, vissuto in parte nei precedenti trascorsi in 125cc e 250cc (Lorenzo era un “rookie” o quasi, Pedrosa già campione del mondo affermati) e nell’avvio del mondiale 2008, oggi trova nuova linfa con la posta in palio più importante. Altri tempi nel recente passato, ma soprattutto ben altri rapporti tra i due migliori prodotti del motociclismo iberico: non si parlavano, non si sopportavano. Due formazioni diverse, due manager in contrasto (Alberto Puig e Daniel Amatriain), progetti per entrambi di diventare il riferimento di alcuni interessi mediatici e commerciali della Spagna a due ruote (ma non solo).

Trascorso un buon biennio la situazione si è evoluta… in meglio. Jorge Lorenzo è ormai una “star” in MotoGP, ha conteso a Rossi il titolo nel 2009, ha cambiato manager (mossa inevitabile per i motivi risaputi da tutti), regala spettacolo a tutto tondo. Dani Pedrosa ha “ammorbidito” la propria linea di pensiero: con Lorenzo non trascorrerà mai le vacanze, ma prevale il rispetto, con reciproci scambi di apprezzamenti per quanto compiuto in questi anni. “Porfuera” è consapevole dalla velocità del rivale quando tutto è a posto: in 125 e 250 era una scheggia, anche in MotoGP quando è in condizione tecnica di ben figurare diventa quasi imprendibile a pista libera. Al Mugello serviva la “remontada” stile Jerez, ma non c’era l’occasione. Pedrosa, che nel week-end aveva compiuto solo 7 giri sotto l’1’50”, ne ha messi insieme 6 consecutivi al via dal 4° al 9° giro, quando nessuno (ripetiamo, nessuno) è riuscito a battere il muro dell’1’50”. Nemmeno Jorge Lorenzo, che nei turni di prove di passaggi (giri da “pole” esclusi) sull’1’49” ne aveva messi insieme bben 11. “Non so se sia dovuto alle temperature o a qualche problema di pneumatici“, ha riferito il leader della classifica nel dopo gara, impossibilitato ad abbozzare un confronto con l’imprendibile connazionale. Situazione tecnica ben chiara al Mugello: Lorenzo con qualche problema imprevisto (ma comunque 2°), Pedrosa in condizione di vincere.

A Le Mans nonostante il risultato siamo riusciti a trovare soluzione ai nostri problemi di stabilità“, palese affermazione di felicità per Pedrosa. Se la Honda realmente ha risolto il principale tallone d’achille della RC212V (stabilità e l’equilibrio generale) per gli avversari saranno dolori. Dalla moto imbizzarrita addirittura in rettilineo di Losail ad una messa a punto che ha esaltato le doti di Pedrosa al Mugello, dove per andar forte bisogna avere tutto sotto controllo ed una naturale fiducia in sella. Il confronto sarà tra loro due per il mondiale, con Casey StonerNon posso escludere Stoner al titolo“, ha fatto sapere Pedrosa, “come siamo riusciti noi a risolvere i problemi può capitare anche a lui“. Pesano però i 66 punti di svantaggio rispetto a Lorenzo, quasi a punteggio pieno con 90 totalizzati su 100 a disposizione. Ma come hanno detto all’unisono i due spagnoli al comando del mondiale, “La situazione può cambiare ad ogni gara“. Specie in questa MotoGP. Alessio Piana

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