MotoGP: le caratteristiche della Ducati Desmosedici GP9

In primis il telaio in carbonio rendono unica la nuova Ducati MotoGP

28 aprile 2009 - 3:53

Quest’anno la Ducati ha deciso di rivoluzionare il proprio concetto di MotoGP, schierando la Desmosedici GP9. Questa moto nasconde alcuni piccoli segreti che la rende l’evoluzione della altre Ducati GP; in particolare, la GP9 ha una monoscocca in composito di fibra di carbonio. Questa soluzione è dovuta a numerosi fattori, come ottenere la massima efficienza fra rigidezza e peso della scocca o realizzare una ciclistica con elementi che svolgano funzioni specifici. È stata scelta al fibra di carbonio per avere la possibilità di realizzare il pezzo della forma desiderata senza enormi costi di attrezzatura e poter realizzare diverse rigidezze torsionali e flessionali semplicemente cambiando il tipo, il numero e l’orientamento delle pelli di carbonio utilizzando la stessa attrezzatura. Questa soluzione è da definire come un proseguimento dell’evoluzione della moto stessa, la GP3 (la prima Desmosedici che esordì nel 2003) per esempio aveva come caratteristica particolare di possedere il perno forcellone e il bilanciere della sospensione posteriore collegati soltanto al motore senza alcun collegamento con il telaio anteriore. La GP7, oltre alla soluzione adottata dalla GP3, vedeva il telaio anteriore e posteriori disgiunti tra di loro e dunque il motore svolgeva il compito di essere la parte centrale del telaio e della moto stessa, al contrario della GP3 che vedeva un unico telaio congiunto.

In particolare, il telaio anteriore della GP7 aveva come compito il collegamento del motore al perno di sterzo mentre il telaio posteriore collegava il motore alla sella ed alle pedane, risultando il tutto meno spazioso e più leggero. La GP9 vede il telaio anteriore assumere una forma per svolgere la funzione di collegamento del motore al perno di sterzo e di air-box. Il monoscocca permette poi di realizzare efficientemente le due funzioni. Il motore della Ducati segue sempre la linea guida del progetto Desmosedici, e con un telaio di questo tipo i tecnici hanno come obbiettivo realizzare una ciclistica in cui ogni elemento svolga una funzione specifica e di massimizzare la rigidezza desiderata con il minor peso possibile per avere la migliore efficienza. In pista la GP9 vede migliorata precisione e stabilità in frenata ed in inserimento di curva, ma un’analisi più dettagliata si potrà fare dopo le prime gare, che ci permetteranno di valutare se la scelta adottata dai tecnici Ducati sia vincente o meno e se questa moto si rileverà la migliore del lotto MotoGP. Giampiero Renda

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