Andrew Pitt annuncia il ritiro dalle corse

Il bi campione del mondo Supersport lascia le corse

16 gennaio 2012 - 12:55

Ha corso in MotoGP, World Superbike, BSB, conquistando due titoli mondiali Supersport. A 35 anni Andrew Pitt ha deciso di appendere il casco al chiodo, dedicandosi ad altre attività sempre legate al motociclismo, ma non più da pilota professionista. Nativo di Kempsey (New South Wales, Australia), Pitt aveva iniziato a correre nel 1994 nel campionato riservato alle NSR 250 Formula 2, conquistando subito la vittoria alla prima gara in assoluto a Oran Park. Sempre in madrepatria Pitt ha concluso 2° nell’Australian 250cc Production Championship nel 1996, medesimo piazzamento nel campionato nazionale Supersport 1998 e Superbike 1999, stagione dove ha indossato i colori ufficiali di Kawasaki Australia, laureandosi campione Australian Supersport ed il lasciapassare nel mondiale. Proprio con la casa di Akashi nel 2000 Andrew Pitt aveva esordito nella serie iridata, concludendo il primo anno in 10° posizione (4° a Donington come miglior risultato), ponendo le basi per lo storico trionfo del 2001: Campione del Mondo, primo ed unico a riuscirci in sella ad una Kawasaki e alcuna vittoria di manche all’attivo.

Con il #1 ben in mostra sul cupolino della propria Ninja, Pitt si era rifatto nel 2002 vincendo subito in casa a Phillip Island e a Kyalami, senza tuttavia riconfermarsi campione del mondo: chiuderà 5°, destinato ad un futuro in MotoGP proprio con Kawasaki. Con la peggior Ninja ZX-RR MotoGP di sempre, Andrew Pitt nel 2003 navigò nelle retrovie, tanto da passare nel 2004 al progetto di Moriwaki su base Honda RC211V. Senza alcun risultato all’attivo, torna “part time” nel mondiale Supersport 2004 con il team Yamaha Belgarda, guadagnandosi la riconferma in squadra per il 2005, ma in Superbike. In due anni vissuti accanto a Noriyuki Haga con la YZF R1 ufficiale, l’australiano ha raccolto 6 podi ed una vittoria a Misano 2006 in Gara 2, l’unica in carriera nel Mondiale Superbike. Quinto in classifica, Pitt non viene riconfermato per la stagione 2007, ritrovandosi a valutare alternative di carriera.

Sceglie nuovamente la MotoGP con la Ilmor, ma dopo soltanto una gara (Losail) la formazione anglo-tedesca chiude i battenti. Resta nella top class come tester per conto di Yamaha e Michelin, ma nel frattempo torna in Supersport con Honda Ten Kate: due gare in sostituzione del bi-campione del mondo Sebastien Charpentier tra Valencia e Assen, 2 secondi posti e la riconferma per il 2008. Con accanto un arrembante e talentuoso compagno di squadra come Jonathan Rea, in una delle stagioni più competitive di sempre per la categoria, Andrew Pitt nel 2008 è per la seconda volta Campione del Mondo, conquistando in un solo anno 5 vittorie, 9 podi e 2 poles in 13 gare disputate.

Gli ultimi risultati apprezzabili da parte del pilota australiano che nel 2009 subisce le difficoltà del team Ten Kate Honda: soltanto 5° in campionato, torna in Superbike per il 2010, ma con il Team Reitwagen BMW, formazione di secondo profilo che, da lì a poco, chiuderà i battenti. Pitt si rilancia nel British Superbike con il team Motorpoint Yamaha di Rob McElnea, ma una brutta caduta a Brands Hatch (investito dall’incolpevole Alastair Seeley in uscita dalla “Surtees”) e conseguente infortunio alla spalla lo costrinsero a mesi di stop, perdendo la possibilità di tornare occasionalmente nel mondiale con il team ufficiale Kawasaki in sostituzione dell’infortunato Chris Vermeulen.

Nel 2011 Andrew Pitt resta nel circus del BSB, ma come “crew chief” al seguito di Gary Mason in seno al team MSS Colchester Kawasaki. Una nuova e positiva esperienza per iniziare una nuova “vita” nel motociclismo… “Quando sono arrivato in Europa nel 2000, non mi sarei mai immaginato di trascorrere 11 stagioni ad alti livelli nel mondiale“, afferma Andrew Pitt. “Ho vissuto dei momenti fantastici, altri molto dolorosi, ma è stata un’esperienza che resterà sempre non me. Ho vinto titoli mondiali, ho guidato le migliori moto del pianeta: non posso che esser felice. Mi è sempre piaciuto questo “mestiere”, anche far parte nel 2007 del Test Team Yamaha in MotoGP è stata un’esperienza indimenticabile. Lasciare adesso il motociclismo non è stata una scelta facile. Mi mancheranno i migliori momenti, i festeggiamenti sul podio, ma continuerò a lavorare in questo mondo perchè la passione è rimasta intatta, è la stessa di quando avevo 10 anni. Devo ringraziare di questo tutti i miei tifosi, che mi hanno sempre seguito nei momenti felici e meno felici. Sono grato alla mia famiglia, a mio padre Carl in particolare, che ha fatto di tutto agli inizi per sostenere questa mia professione. Grazie a tutti!

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