Max Biaggi all’assalto del record elettrico: “Ho sempre amato le sfide”

Max Biaggi e Venturi daranno l'assalto al record di velocità su una moto elettrica (330 km/h). Appuntamento per l'estate 2020 in Bolivia.

5 aprile 2019 - 14:52

Max Biaggi non può resistere ad una nuova intrigante sfida. Dopo l’esordio in Moto3 con il suo team e il ruolo di ambasciatore Aprilia, il sei volte iridato si prepara ad entrare nel libro dei record. Insieme a Venturi Automobiles nell’estate del 2020, sul lago salato di Salar de Uyuni, in Bolivia, proverà a superare i 330 km/h in sella ad un prototipo elettrico, il Voxan Wattman.

Biaggi e Venturi pionieri dell’elettrico

Il Corsaro è stato un pioniere dell’elettrico. Nel 1994, sul circuito salentino di Nardò, aveva stabilito il record di velocità per una moto elettrica con una Fazi Egraf, raggiungendo i 164,198 km/h. A distanza di oltre 25 anni si tratta di raddoppiare quel picco di velocità massima. Il presidente del gruppo Venturi, Gildo Pastor, ha deciso di puntare su Max Biaggi per proseguire una lunga scia di record che si susseguono dal 2010 ad oggi: il record di velocità su terra con il Buckeye Bullet (549 km/h); la più lunga distanza percorsa da un veicolo elettrico senza assistenza (14.900 km). E ancora: prima traversata dell’Africa sudorientale senza assistenza (5.800 km); nel 2018 ha realizzato il primo veicolo elettrico di esplorazione polare, in grado di operare a temperature fino a -50 ° C.

Una sfida che non si può rifiutare

Dopo l’incidente sul circuito di Latina nel 2017, mai avremmo pensato di rivedere il campione romano in sella ad una moto per un’impresa così estrema. “Ho sempre amato le sfide. Quando il mio amico Gildo Pastor mi ha presentato il suo piano per il record mondiale di velocità terrestre con il Voxan Wattman non potevo rifiutare. Gildo è sia un esperto che un pioniere nel campo della mobilità elettrica. Sono orgoglioso di intraprendere questo nuovo passo nella mia carriera con i colori di Voxan e Venturi, con i quali ho già iniziato a lavorare. Rompere il muro dei 330 km/h insieme a questa moto “Made in Monaco” – ha concluso Max Biaggi – fornirà ancora più prove delle competenze del gruppo in questo campo“.

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