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eSport: sboccia il virtuale (MotoGP e non), ma serve ancora qualcosa

Nella prima parte del 2020 abbiamo visto sbocciare il mondo eSport (con all'opera anche piloti MotoGP). Per la consacrazione serve qualcosa di più.

28 dicembre 2020 - 7:05

La pandemia esplosa in questo 2020 ha portato all’avvicinamento ai software Milestone. In questo caso, parlando di due ruote, ci riferiamo per esempio al capitolo MotoGP19, seguito al lancio in commercio di MotoGP20, avvenuto il 23 aprile. Una piattaforma utilizzata anche per l’ultima edizione del MotoGP eSport, vinto da Adrian Montenegro e KTM Factory Racing. Non dimentichiamo le gare organizzate da Dorna all’inizio della pausa forzata, in cui i piloti reali si sono sfidati nel mondo virtuale. L’impatto mediatico è stato importante, ma per passare al prossimo step serve qualcosa in più.

Ad un passo dalla realtà

Recentemente sono nate alcune postazioni dinamiche che mirano a ricostruire in maniera più fedele possibile i movimenti dinamici della moto. Si cerca così di avvicinarsi sempre di più alla realtà. L’obbiettivo degli sviluppatori è cercare di eguagliare ciò che è diventato il Sim Racing, ovvero i simulatori di auto (negli anni sempre più fedeli alle prestazioni di una vettura reale), oppure alle postazioni di simulatore di volo. Certo, la moto non è un mezzo statico come un aeroplano o una macchina da corsa, ma sono stati fatti grossi passi avanti. Nonostante i loro sforzi, manca ancora qualcosa che non dipende da loro.

Software simulativi cercasi

Nonostante le postazioni simulative siano sempre migliori, non possiamo dire lo stesso dei software. I vari capitoli sviluppati da Milestone con licenza MotoGP, o il neo arrivato Ride 4, non sono categorizzabili come simulatori. Stesso ragionamento per Tourist Trophy: Isle of Man 2, sviluppato dalla BigBen Interactive. Queste due piattaforme sono di fatto due videogiochi, che non danno certo un’esperienza di guida simulativa. Piuttosto tendono ad intrattenere il videogiocatore medio che cerca di emulare le gesta dei propri idoli visti in TV. L’unica eccezione potrebbe essere Track Day R – Videogame, meglio conosciuto ai più come Bike Sim Experience. Quest’ultimo capitolo però non è stato ancora commercializzato e non è resa ancora nota la data di uscita.

Sarebbe necessario adesso un cambio di rotta. Le casi sviluppatrici di software, sia quelli già nel settore che alcuni nuovi ingressi, dovrebbero cercare di abbandonare il mondo del gaming e sbarcare su quello della simulazione. Questo anche grazie all’aiuto degli sviluppatori delle postazioni simulative che, come detto in precedenza, hanno fatto enormi progressi. Lasciando finalmente i pad a prende la polvere sulle scrivanie ed andando alla ricerca delle più vere sensazioni di guida.

1 commento

fzanellat_12215005
18:31, 28 dicembre 2020

No,molto più credibili i simulatori di guida che le gare di moto esport.Lo dimostrano giochi come Forza Motorsport,Gran Turismo che sono titoli di gran
lunga superiori a quelli Motogp.

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