Benelli, revocato il fallimento

Il Tribunale di Ancona ha annullato la sentenza dello scorso luglio per un debito di 120mila euro con un fornitore di sospensioni. Adesso inizia la fase di rilancio coi nuovi modelli

22 novembre 2016 - 21:50

La Corte d’Appello di Ancona ha revocato la sentenza con la quale era stato dichiarato il fallimento della società Benelli QJ srl, accogliendo il ricorso presentato dall’azienda. Per la storica azienza pesarese si tratta del lieto fine di una spiacevole vicena iniziata lo scorso luglio, quando il tribunale ha emesso la sentenza di fallimento e nominato un curatore. All’origine c’era la richiesta presentata dal fornitore olandese di sospensioni Wp per un debito del 2005 che ammontava a circa 120mila euro, e che ha innescato un contenzioso legale tra le due aziende.

La Benelli viene fondata nel 1911 dai sei fratelli Benelli: Tonino, Francesco, Giovanni, Giuseppe, Filippo e Mimo. L’azienda attraversa il secolo tra grandi successi sportivi (due motomondiali, 16 campionati italiani, un mondiale costruttori), commerciali ( il Leoncino, il Tornado e le Sei cilindri da 900 cmc), passaggi di proprietà (dagli eredi Benelli a De Tomaso, dalla Biesse alla Fineldo della famiglia Merloni) per poi passare nel 2005 ai cinesi della QianJiang group, colosso delle due ruote con oltre 750 milioni di dollari di capitale e controllato al 20% dal ministero del tesoro cinese. Che ha dato nuova linfa a Benelli non solo in termini di capitali, ma anche di novità di prodotto. All’ultimo Eicma infatti la Casa ha lanciato Leoncino 500, TRK502, 302R e Tornado TNT.

 

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