Yamaha Superbike rivoluziona la gestione tecnica: basterà?

La Yamaha rivoluziona la squadra Superbike per cancellare le delusioni 2016. L'elettronica affidata a Michele Gadda strappato alla Ducati

7 febbraio 2017 - 16:20

Le presentazioni delle squadre sono uno spasso: vi fanno vedere la nuova livrea, parlano piloti e responsabili ma raramente emergono gli aspetti importanti. E allora ve li raccontiamo noi.

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Prendete la Yamaha che ha tolto i veli alla Superbike presentando i piloti 2017, cioè il il britannico Alex Lowes, confermato, e l’olandese Michael van der Mark, in arrivo dalla Honda. L’evento si è svolto a Gerno di Lesmo, a due passi da Monza, e già questo è un indizio: da poche settimane il team Pata Yamaha lavora accanto ai tecnici che si occupano delle revisioni delle M1 di Valentino Rossi e Maverick Vinales. Superbike e MotoGP sono di nuovo nello stesso capannone, come non succedeva da parecchio tempo. Lo scorso anno Yamaha Europa aveva affidato la gestione tecnica Superbike alla struttura di Paul Denning, con base nel sud dell’Inghilterra. Un’antenna tecnica ex MotoGP, cioè di provata esperienza, ma che non è riuscita a far viaggiare come si deve la YZF-R1. E non parliamo di un progetto nato male perchè la nuova quattro cilindri di Iwata ha vinto parecchio in giro per il Mondo, sbaragliando per la seconda volta di fila la 8 ore di Suzuka.

Così i giapponesi hanno rivoluzionato tutto. La Yamaha vuole tornare dove le compete, cioè in zona podio, e magari provare a vincere quel Mondiale Superbike festeggiato solo una volta, nel 2009 con il magico Ben Spies.

La struttura tecnica non ha cambiato solo sede, ma è stata ampiamente irrobustita con personaggi di provata esperienza. Il caso più eclatante è l’arrivo di Michele Gadda, mago dell’elettronica strappato alla Ducati. Caso vuole che Gadda sia stato uno degli artefici dei trionfi di Spies e riportarlo alla base non dev’essere stato semplice perchè si trattava di uno dei pupilli di Gigi Dall’Igna. Era arrivato in Ducati nel 2014 e, sarà un caso, proprio da allora la Panigale ha cominciato a vincere.

Nella rivoluzione Yamaha c’è anche un risvolto curioso. Michele Gadda è anche l’elettronico prediletto di Marco Melandri, hanno lavorato insieme in BMW e avrebbe voluto con se anche dopo.  Peccato che ogni volta glielo portino via: tre anni fa il bliz di Dall’Igna privò Melandri di quello che avrebbe dovuto essere il suo riferimento per l’elettronica proprio alla vigilia del primo test con l’Aprilia a Jerez. E adesso la storia si ripete: Melandri approda in Ducati e Gadda torna in Yamaha. Una doppia beffa.

Il Mondiale si vince o si perde anche dietro le quinte, per giochi di strategia come questo.

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