Una regola da cambiare subito: basta mini gare!

17 luglio 2014 - 6:06

Un Mondiale può essere deciso da una gara per scherzo? No, non dovrebbe, e invece può succedere. I 7 giri di Laguna Seca –  25 chilometri percorsi in  590 secondi –  potrebbero aver cambiato la storia della Superbike 2014. Sulla distanza sprint Tom Sykes ha fulminato Sylvain Guintoli ribaltando le sorti di un GP che avrebbe potuto portare il francese a un tiro di schioppo dal capoclassifica. Era successa la stessa identica cosa un anno fa, quando sulla stessa pista californiana il britannico si era imposto nella corsa mutilata a soli 12 tornate. Anche quella volta la Kawasaki aveva affondato le speranze Aprilia. E' giusto? No. Si poteva evitare? Si. Ecco come.

REGOLE SBAGLIATE – Il regolamento SBK è stato profondamente emendato proprio alla vigilia di questa stagione per adattarsi alle esigenze della TV. Il pit stop se comincia o smette di piovere c'era già, adesso sono state introdotte altre novità per ridurre al minimo i tempi tecnici necessari in caso interruzione per incidenti o perdite d'olio: in nove GP è già successo tre volte: una in Malesia, due a Laguna.  C'è il  “Quick Restart”, la procedura di ripartenza ridotta all'osso con un solo minuto per l'uscita dai box (invece di cinque) e un altro minuto in griglia (sempre invece di cinque). Funziona. Già nel 2013 era stato deciso che in caso di ripartenza non ci fosse più somma di tempi ma si ricominciasse da zero, in modo che il pubblico (specie in TV) avesse chiara la situazione. Tutto okay. Quello che non funziona è il calcolo dei giri da compiere in caso di interruzione. Ci sono ben  tre casi: 1. Se allo sventolare della bandiera rossa i piloti hanno percorso più dei due terzi della distanza prevista non c'è problema, la gara è finita lì con attribuzione del punteggio normale. 2. Se lo stop è prima che tutti abbiano completato tre giri, si riparte da capo.

COMPLICAZIONE – 3. Il casino è quando non sono ancora stati compiuti i due terzi della distanza. L'articolo 1.27.4 dice: “Il numero di giri della seconda gara sarà il numero di giri necessari per completare i due terzi della distanza di gara originale arrotondato per difetto al numero intero più vicino di giri con un minimo di 5 giri”. A Laguna Seca gara2 è durata sette giri, ma se lo stop fosse arrivato una tornata più tardi, sarebbero stati solo cinque. Mettiamo che succeda qualcosa nella gara finale del Mondiale, magari con due piloti a pari punti:  ce la giochiamo in cinque giri? Assurdo. Quindi la regola attuale è da cambiare al volo. Tra l'altro è pure complicata: quest'anno ci sono stati due stop, in Malesia e Usa, e in entrambe le occasioni in diretta TV c'è voluto tempo per sapere quanti giri dovessero essere fatti alla ripartenza. Figuratevi nella concitazione il casino che si scatena nei box.

COME RISOLVERE ? – Intanto cominciamo col dire che il regolamento sportivo può essere emendato in ogni momento. E' una decisione che spetta alla Superbike Commission che è composta (un membro a testa) da Dorna, Federmoto Internazionale e Team. Può riunirsi anche il teleconferenza e la prossima gara è il 7 settembre a Jerez, quindi c'è tutto il tempo. Semplifichiamo tutto, magari riducendo a soli due casi. A- Se lo stop avviene dopo metà distanza percorsa, la gara è valida a tutti gli effetti, punteggio normale e via. Per regolamento le gare SBK misurano da un minimo di 85 chilometri a un massimo di 110: quindi, nel caso limite (metà distanza esatta), i piloti avrebbero comunque fatto almeno 42,5 chilometri. B-Se lo stop avviene prima di metà distanza, si riparte con il Quick Restart per completare l'altra metà, a prescindere da quando è avvenuto. Esempio: a Laguna Seca si dovevano fare 25 giri, se si ferma tutto tra il  3° il 12°,  sappiamo istantaneamente che si deve ripartire per completare 12 giri. Intuitivo, no?

CONGELARE TUTTO – Altra cosa che non torna: in caso di stop, adesso i piloti entrano in pit lane e possono cambiare gomme e regolazioni. E' sbagliato, perchè la bandiera rossa in questo modo non cambia solo la variabile “distanza”, ma incide anche in maniera profonda sull'esito del risultato.  La mia proposta è: in caso di stop, si deve congelare tutto. I piloti invece che nei box vanno in parco chiuso, dove non si può toccare niente: né rifornimento (nel caso limite i giri da compiere sarebbero uguali a prima), né cambio gomme, tantomeno modificare le regolazioni. Unica possibilità: montare le termocoperte per non raffreddare le gomme. Tra l'altro la procedura di ripartenza potrebbe essere ancora più veloce dell'attuale Quick Restart: dal parco chiuso subito il giro di lancio, schieramento in griglia e immediata ripartenza della corsa, senza meccanici in mezzo e ulteriore warm up lap. Voi che ne dite?

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3 commenti

Member_49375
6:07, 20 luglio 2014

metà gara troppo poca per non dover ripartire. secondo me anche se c’è uno stop dovrebbe essere fatta in totale la distanza prevista della gara. non mi piace la somma dei tempi che è cervellotica, tanto in caso di interruzioni la prima parte di gara ha comunque la sua valenza perché i piloti non ripartono dalla posizione ottenuta in superpole ma da quella in cui erano nella prima parte di gara, giusto così. ok riguardo il congelamento, bella idea.

Pito28
12:07, 18 luglio 2014

Questa mi sembra una buona proposta.
Metà gara per dare punteggio pieno è troppo poco.
Anch’io d’accordo sul congelare la situazione in caso di restart.

Caluz78
10:07, 17 luglio 2014

Bel punto di vista.
Secondo me comunque impostare metà gara è troppo poco per chiuderla.. Prendiamo sempre come esempio Laguna: 25 giri. Bandiera rossa al 13° giro.. Secondo me è troppo presto per chiuderla.. Io lascerei comunque i 2/3.
Discorso diverso invece per il quick restart..
Sicuramente 7 giri sono pochi.. Bisognerebbe rivedere questo..
Azzardo una cosa: ma se invece di fermare tutto si optasse per una safety car o roba del genere? In modo da non interrompere mai? Gare troppo corte rispetto alla F1?
Mi trova d’accordo anche sul congelare tutto..

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