Superbike: Sta partendo la corsa agli armamenti 2020

L'arrivo della Ducati V4R, derivata dalla MotoGP, sta cambiando faccia alla Superbike. Le giapponesi stanno correndo ai ripari

10 maggio 2019 - 9:48

La scelta Ducati di schierare in Superbike la V4R direttamente derivata dalla Desmosedici MotoGP sta dando una svolta epocale ai campionati per derivate dalla produzione di serie. Non solo il Mondiale, ma anche ai campionati nazionali come il CIV o il BSB dove Ducati sta dominando con la stessa autorevolezza. I giapponesi, presi in contropiede, stanno decidendo se mettere mano all’artiglieria pesante. Cioè seguire la stessa strada del Costruttore italiano, proponendo sul mercato maxi MotoGP style. (qui la promo Motul)

MISSILE HONDA: GIA’ PRONTO

Honda è la più pronta ad una svolta del genere. Dal 2015 è disponibile la RC213V-S, cioè la replica stradale della MotoGP che detta legge da anni con Marc Marquez. E’ pure già scesa in pista, cioè in strada, con Bruce Anstey al Tourist Trophy. Rispetto alla MotoGP, ha la distribuzione con richiamo a molle, e non pneumatica, e il cambio senza sistema seamless. L’attuale versione costa 188 mila €, cui vanno aggiunti 12 mila € per il kit racing. E’ un tetto molto lontano dai 40 mila €  fissati dal regolamento. Il costo però potrebbe essere abbassato aumentando la produzione: per ottenere l’omologazione servono solo 500 pezzi, non sarebbe affatto un problema per il costruttore più grande del Mondo. Che potrebbe anche decidere di vendere in dumping, cioè ad un prezzo inferiore a quello di industrializzazione. Se i giapponesi si mettono in testa una cosa, la fanno. E’ già successo nel 1999 quando, per seguire il regolamento del Mondiale molto favorevole alla bicilindrica Ducati, decisero anche loro di seguire la stessa strada. Progettarono la VTR1000SP-W che vinse i titoli 2000 e 2002 con Colin Edwrads, oltre alla 8 ore di Suzuka.

COS’HA IN MENTE LA KAWASAKI

Anche ad Akashi si stanno spremendo le meningi. “Bisogna vedere come evolve il regolamento, Dorna ci deve dire chiaramente cosa dobbiamo fare” spiega il capo delle corse Ichiro Yoda. “Se il regolamento di adesso verrà confermato, ci dovremo adeguare. Abbiamo una grossa esperienza di tecnologia MotoGP. Noi resteremmo fedeli al quattro cilindri in linea, perchè questa configurazione è più gradita dal mercato rispetto al V4. Inoltre Suzuki e Yamaha dimostrano in MotoGP che è un tipo di motore molto performante. Fare 500 replica, e venderle, per noi non è un problema…

SCELTA DORNA

Adesso il pallino è in mano a Dorna. Agli spagnoli, non è mistero,non piace la strada che la Superbike sta imboccando. Carmelo Ezpeleta vorrebbe una Superbike molto “stradale”, che si diversificasse  dalla MotoGP. Ma le Case, Ducati in testa, stanno spingendo esattamente nella direzione opposta. Per frenare la corsa agli armamenti, servirebbe introdurre forti limitazioni regolamentari stabilite in base al costo della stradale: più costi, meno libertà hai. Oppure dare ai modelli low cost mano libera all’elaborazione, per esempio permettendo modifiche molto grandi a livello di motore. Nella Superbike dei tempi d’oro i particolari motore erano quasi tutti liberi, bastava mantenere il carter di serie.

A TUTTI I COSTI

Ma, in fin dei conti, quello che interessa al promoter è avere più Marche possibili al via del Mondiale. Ecco perchè gli spagnoli lasceranno che a decidere siano le Case. Gregorio Lavilla, direttore del Mondiale, è stato chiaro: “Se volete fare la Superbike con la MotoGP replica, fatela pure.”  Costi quello che costi, è proprio il caso di dirlo…

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1 commento

Ringhietto
11:54, 10 maggio 2019

Sarà ma questa strata mi sembra un suicidio annunciato. Da anni ci si lamenta che ci sono poche squadre, poche moto, pochi piloti e meno spettacolo. La verità è li, semplice e agli occhi di tutti…superstock…troppo semplice vero?

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