Superbike, Scott Redding

Superbike: Scott Redding come Andrea Dovizioso, il fuoco amico fa male

Da quando Michael Rinaldi ha cominciato ad andare forte davvero, Scott Redding si è spento. Non solo in pista, ma anche fuori

2 ottobre 2020 - 19:40

La Ducati sta vivendo in Superbike la stessa identica situazione della MotoGP. Scott Redding arranca, fra il Mondiale praticamente già perso e il privato Michael Rinaldi che gli sta facendo fare una brutta figura dietro l’altra. Il britannico è nella stessa scomoda situazione di Andrea Dovizioso. La differenza, sostanziale, è che il Dovi è stato giubilato, mentre Redding ha il contratto anche per l’anno prossimo. Anche nel diluvio di Magny Cours il ragazzo di Go Eleven è stato davanti all’ufficiale, e non di poco. Scott è anche incappato in una scivolata, proprio sul finire delle prove 2. Sarà un caso, ma da quando Michael Rinaldi ha preso il volo, l’altro si è spento. Non solo prende paga in pista,  ha perso pure smalto fuori. Fino ad un mese fa Redding parlava da leader, e piaceva un pò a tutti. Ultimamente ha cominciato ad andare fuori linea.

“Meglio tenere Chaz che prendere Michael”

L’ultima di Scott Redding: “Spero che la Ducati confermi Chaz Davies, se arriva Michael Rinaldi rischiamo di disperdere le forze. Lui è molto più piccolo di me, la Ducati è già andata fuori strada coi piloti piccoli (Alvaro Bautista, ndr) e secondo me è meglio avere due piloti fisicamente simili.” Una dichiarazione stonata: Chaz Davies non verrà confermato e  sta cercando un’altra sistemazione da parecchio tempo. A brevissimo la Ducati annuncerà Michael Rinaldi nel team Aruba.it 2021. E’ impossibile che Redding non abbia capito dove tira il vento. Quindi dov’è il senso di una dichiarazione che di fatto delegittima la scelta della squadra?

“Michael Rinaldi ha il vantaggio di essere leggero”

Dal round di Aragon, cioè dalla prima vittoria di Michael Rinaldi, Scott Redding ripete spesso che il compagno di marca, così leggero, ha parecchi vantaggi. “Con 15-20 chili di peso in meno consuma poco le gomme” è l’opinione del britannico. Può essere. Ma, oltre a non avere 12 anni di Motomondiale alle spalle, Rinaldi non fa i test perchè Go Eleven non se li può permettere, e guida la Panigale 2019. Inoltre essere leggeri in qualche circostanza è un vantaggio, ma in altre in handicap. Il bagnato è una di quelle situazioni dove il pilota pesante è favorito  dalla possibilità di esercitare maggior carico sulle gomme, e quindi di ridurre il rischio di perdita d’aderenza. Anche avere gambe lunghe con poca aderenza è sicuramente meglio. Quindi sul bagnato essere leggeri non paga. Ma Rinaldi, nel venerdi di Magny Cours, ha dato un secondo preciso a Scott Redding, senza cadere. In Ducati il fuoco amico sta facendo più danni della supremazia di Jonathan Rea.

3 commenti

Macx
19:14, 3 ottobre 2020

In Dugatti come in quasi ogni realtà italiota regna il tutti contro tutti che serve solo ad alimentare tensioni inutili……….
Con questi presupposti fare squadra è impossibile

Anonimus
11:59, 3 ottobre 2020

Grazie mille per aver bannato il mio commento dove esprimevo semplicemente la mia opinione… Questo dimostra ancor di più che ho ragione a pensarla così sulle vostre preferenze!
Altro che “giornalisti”…… giornalai semmai!!!

Max75BA
21:17, 2 ottobre 2020

….mi auguro che la Ducati sappia tutelare Scott (pilota tutt’altro che solido psicologicamente…) il secondo posto nel mondiale al debutto è un risultato di valore (lasciando perdere il secondo posto più assurdo del mondiale sbk dell’anno scorso…) e Micheal è un ottimo investimento e se possibile dare una terza moto ufficiale a Chaz non sarebbe male…per battere Rea ci vogliono più piloti che possano attaccarlo!!!

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