Superbike Perchè vince sempre Jonathan Rea?

Perchè vince sempre Jonathan Rea? Ecco qualche risposta.

13 marzo 2017 - 20:51

Rea non è un “problema”, tantomeno il killer della Superbike. E’ semplicemente il più forte. Tanti dimenticano che il motociclismo non è solo uno show, è anche uno sport. Che premia coraggio, talento e potenziale tecnico.

PERSONAGGIO – Il dominio di Rea non è una novità. Carl Fogarty, ai suoi tempi, vinceva a raffica quanto Jonathan. La differenza (sostanziale) è che le 59 vittorie e i quattro Mondiali di King Carl facevano il gioco del sistema, perchè lui era una grande star che fece diventare la Superbike in Gran Bretagna (il mercato di moto più importante d’Europa) seguita quasi quanto la F1. Le gare andavano in diretta sulla BBC, Brands Hatch era invasa da 125 mila spettatori e il glamour della Ducati faceva breccia. Rea non ha lo stesso sguardo da tigre, non litiga (quasi) mai con gli avversari, non passa i dopo cena ad accatastare lattine di birra al banco dei bar e non ha neanche una moglie che buca lo schermo come la Michaela di Foggy. Jonathan, come personaggio, vale un decimo. Ecco la vera (sostanziale) differenza.

RECORD – Ma dovrete farvene ua ragione perchè Rea non smetterà di vincere tanto presto. Nel 2018 sarà di nuovo sulla Kawasaki (due anni di contratto) e la possibilità che possa abbattere il primato di vittorie di Fogarty, fermo a 59, è concreta: siamo gia a 42. In 56 gare con la Kawasaki ha vinto 27 volte, per cui – avanzando di questo passo – non avrà problemi. Ma perchè vince sempre JR1?

FULL FACTORY –La Kawasaki non corre in MotoGP e riversa tutte le energie del reparto corse sulla Superbike. E si vede: la ZX-10R ogni anno migliora.  La Dorna conosce bene la situazione, ha capito che la marca di Akashi in questo momento è di un altro pianeta. Ma non ha armi per mettere un freno, perchè hai voglia di modificare il regolamento, alla fine la differenza la fanno  investimenti e ricerc. Alla Kawasaki hanno appena imposto di usare i corpi farfalla di serie, senza apertura differenziata, ma Rea invece di soffrire va ancora più forte.

ELETTRONICA – L’asso nella manica della  è l’elettronica: neanche la Ducati, che pure usa tecnologia di altissimo livello, è alla pari con la Kawasaki. Che quest’anno ha ulteriormente implementato il settore aggiungendo un ingegnere in più. “Durante i test invernali abbiamo lavorato su dettagli che hanno reso la moto più stabile e più gentile con le gomme” rivela Rea. “E non ci fermiamo, stiamo cercando di ottimizzare il rendimento calibrando i controlli curva per curva, anzi praticamente metro per metro della pista”. Ecco perchè secondo Marco Melandri “Jonathan guida così pulito che dà l’idea di andare piano, e invece è impressionante”. La Kawasaki ha alzato così tanto l’asticella che per gli avversari sarà durissima recuperare terreno, in un settore ostico come quello elettronico. Solo la Ducati (forse) ce la può fare in tempi brevi, cioè prima che JR prenda il largo.

PILOTA – Rea non è solo velocissimo, è anche completo. In Superbike ci sono diversi ragazzi veloci, Chaz Davies è indubbiamente un gran manico. Ma nella gestione del week end non è così perfetto, c’è sempre qualche piccolo dubbio che agita la vigilia. Invece Jonathan il venerdi pomeriggio ha già le idee chiare: in Australia e Thailandia in FP2 ha fatto simulazioni sulla distanza di gara a ritmo pauroso fugando sul nascere ogni incertezza sull’esito della sfida. Adesso sta andando talmente forte da non temere più il compagno Tom Sykes, e anche questo è un vantaggio perchè anno scorso in alcune circostanze (Thialandia e Aragon, per esempio) lo scudiero aveva messo la testa avanti strappando punti preziosi al capoclassifica. Con l’arrivo di Melandri è la Ducati che corre lo stesso rischio e nelle prossime gare, quando presumibilmente Marco Melandri crescerà, ancora di più. La nascente rivalità in famiglia può dare definitivo via libera alla fuga di Jonathan.  Il prossimo round si corre ad Aragon, dove Davies e la Ducati volano. Non c’è il mare, ma ha il sapore dell’ultima spiaggia.

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