Superbike, Eugene Laverty

Superbike Misano: Eugene Laverty il miracolato oggi correrà

Eugene Laverty prenderà parte alle due gare di Misano. Il giorno prima aveva perso conoscenza per un grave incidente al Tramonto. Il lavoro preziosissimo di commissari e medici

13 giugno 2021 - 10:22

Il giorno dopo aver rischiato di brutto in un gran volo al Tramonto, Eugene Laverty oggi torna in sella alla sua BMW. Per correre, non per andare a spasso. Anche la Superbike di oggi ha un’anima e regala belle storie a lieto fine, com’era una volta. Coraggio, rischio, incoscienza: se togli questi ingredienti irrinunciabili, cosa resta delle corse?

Attimi di paura

Laverty ha un conto aperto con la fortuna. Quando ha perso il controllo della BMW M1000RR non stava correndo la gara della vita, ma una banale sessione di prove libere d’avvicinamento al trittico di Misano. Nella carambola è stato colpito dalla sua stessa moto, e le conseguenze potevano essere serie. La sessione era stata immediatamente fermata con la bandiera rossa, con il personale sanitario e i commissari di Misano intervenuti per rianimare il pilota irlandese. Un soccorso rapido ed efficiente, tanto che Eugene si è ripreso dopo appena sei secondi. L’assenza di immagini Dorna però ci aveva fatto preoccupare molto: questa è la procedura che la produzione TV segue quando gli incidenti non sono show, ma rischiano di diventare tragedie.

Pelle dura d’irlandese

Eugene Laverty, 35 anni, in tanti anni di carriera si è rotto molte ossa, specie nella breve militanza in MotoGP, ma ha la scorza dura. Al centro medico si è ripreso e le contusioni multiple accertate dai medici, con strappo al collo, facevano meno male della possibilità di non correre. “Domani ce la faccio”, è stato il proposito. Poche ore dopo l’incidente Laverty ha ringraziato via social il personale di Misano, commissari, medici e paramedici, “i miei eroi” li ha definiti. Scrivendo così: “Non potremmo correre se non ci fossero questi ragazzi incredibili. Volontari, marshall e medici rischiano di loro per la nostra sicurezza. Grazie, siamo in buone mani”.

Bellissime parole, per il finale che speravamo.  Speriamo con tutto il cuore che commissari di percorso e medici si possano gustare le gare, comodamente seduti nelle loro postazioni.

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