Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea: “Il mio avversario? Chi lo sa…”

Ducati, Yamaha, BMW e Honda erano molto bellicose, ma i test invernali si chiudono con un uomo solo al comando: il solito degli ultimi cinque anni...

25 febbraio 2020 - 8:03

“Jonathan Rea, chi pensi possa essere il tuo avversario quest’anno?” Il campione del Mondo si blocca, guarda gli interlocutori negli occhi e resta parecchi secondi in silenzio. Forse vorrebbe dire “nessuno“, ma poi ci ripensa e sciorina una rispostina  politicamente corretta. Già, doveva essere il campionato delle grandi battaglie, dei volti nuovi all’assalto del trono del Cannibale. Invece il responso inequivocabile di quest’ultima scorpacciata di test invernali è proprio questo: ad oggi, non si vede chi possa strappare il numero uno al vincitore degli ultimi sei Mondiali.

SCOTT REDDING, SARA’ PRESTO?

Phillip Island è la pista meno indicata per stilare giudizi perentori. Velocissima, con quei tre curvoni a sinistra mozzafiato che torturano le gomme. Qui ci vuole polso, tanto, ma con le Pirelli la chiave è arrivare agli ultimi giri con la posteriore ancora integra, e se possibile con un briciolo d’aderenza ancora da spendere. Lo sanno tutti, anche i sassi. Ma come fare, questo è il problema. Chi avrebbe dovuto mettere pepe al culo di Jonathan Rea, per adesso non dà l’impressione di avere la consistenza necessaria. Ci doveva pensare Scott Redding, ma il britannico si è limitato ad  uscite da sette-otto giri e, candidamente, afferma che “qui per me sarà dura, non ho la minima idea di cosa succederà negli ultimi cinque sei giri”. Perchè in due giorni e quattro sessioni da due ore ciascuna il ducatista non abbia simulato i ventidue giri di gara, è un mistero.

E TOPRAK?

E’ nella stessa situazione, più o meno,  Toprak Razgatlioglu, l’astro nascente (23 anni) che per tanti appassionati è destinato a diventare l’ammazza-Rea. Anche il neoacquisto Yamaha ha evitato di provare i ventidue giri di gara, limitandosi a constatare che dopo undici-dodici il suo ritmo si alza in maniera esponenziale. Michael van der Mark, con la Yamaha gemella, uguale.  Tom Sykes? Sul giro secco la BMW è stata assai veloce, ma sulla distanza l’asso del giro tutto-o-niente ancora non sappiamo come sarà messo. Fra gli inseguitori quello messo meglio (o forse dovremmo dire: meno peggio…) è Loris Baz, che l’ultimo giorno di test ha stampato un cronologico assai interessante. Ma neanche lui ha superato la barriera dei tredici giri.

Intanto Jonathan Rea durante l’intervista si mangia una mela e nelle quattro notti che mancano alla prima sfida Mondiale dormirà più sereno che mai.

Foto Diego De Col

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Coronavirus, basket, MotoGP

Coronavirus: rugby e basket in Italia cancellano tutto, MotoGP non può permetterselo

Superbike, Michael van der Mark

Superbike, Olanda in agosto piace a van der Mark: “Stavolta non nevicherà”

Superbike, Gregorio Lavilla

Superbike, Lavilla: “Dobbiamo ridurre gli effetti collaterali”