Superbike

Superbike: E’ tutto in gioco, anche il calendario: dove sarà il gran finale?

La Superbike ha salvato l'Argentina ma resta il dubbio Indonesia, che dovrebbe ospitare il gran finale del duello Toprak vs Rea. Il promoter Gregorio Lavilla spiega com'è la situazione.

15 settembre 2021 - 18:36

Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea potrebbero giocarsi il Mondiale Superbike nell’ultimo atto. Restano cinque round, 15 gare, e il turco comanda per soli sette punti. Da anni non c’era un equilibrio tale e questo duello punto a punto a punto richiama alla mente i grandi spareggi del passato. “Mi piacerebbe vincerlo all’ultimo, come Colin Edwards a Imola nel 2002” è il sogno di Jonathan Rea. C’è un problema: ad oggi non è noto dove sarà la resa dei conti. Il calendario è ancora provvisorio, e il round finale che dovrebbe disputarsi a Mandalika, in Indonesia, il 13-14 novembre resta in bilico. Nei giorni scorsi è stato almeno sciolto il nodo Argentina, dove la Superbike sarà di scena il 16-17 ottobre.  Intanto godiamoci il trittico iberico con Montmelò questo week end e a seguire Jerez e Portimao nei prossimi due.

“Indonesia? Ci stiamo lavorando”

Gregorio Lavilla, ex pilota del mondiale, è alla guida della Superbike in questi tempi difficili. L’anno scorso, in piena pandemia, si sono svolti solo otto round. Quest’anno si è tornati a tredici, cioè il format normale, anche se districarsi fra restrizioni di viaggio, quarantene e norme che cambiano di continuo nei vari Paesi è una sfida continua per il promoter.  Domanda secca: si potrà andare in Indonesia? “Ci stiamo lavorando, a braccetto con la Federmoto Internazionale, stiamo monitorando la situazione” spiega Gregorio Lavilla. “Siamo costantemente aggiornati riguardo la situazione Covid e lo stato dei lavori.” Già, perchè l’impianto che sta sorgendo a Mandalika non è ancora pronto: un problema doppio. Dorna, al momento, non ha alcuna certezza al riguardo.

Argentina: il circuito è a posto?

Il dubbio monta perchè due anni fa, l’ultima volta che la Superbike ha corso a San Juan, sei piloti (Davies, Laverty, Cortese, Kiyonari, Camier e Melandri) non presero il via in gara 1 giudicando impraticabile l’asfalto appena rifatto per trafilaggi d’olio. La corsa partì con dodici concorrenti in griglia, concludendosi senza problemi. I piloti non criticarono non solo il fondo, ma anche altri aspettti dell’impianto ritenuti non all’altezza. “Il problema venne causato dall’aumento della temperatura, l’asfalto era stato steso da poco ed è uscito un pò di liquido, ma la gara si è svolta senza incidenti” precisa Lavilla. “Durante questi due anni la pista è rimasta in attività ed è stata fatta manutenzione, abbiamo ricevuto un rapporto che ci dice che l’impianto è in buone condizioni e la pista ha un ottimo grip. In ogni caso i commissari FIM andranno sul posto in anticipo e verificheranno la situazione.”

I cinque round previsti si correranno tutti?

Con il mondiale apertissimo è vitale sapere non solo se il gran finale sarà in Indonesia o altrove, ma soprattutto conoscere con certezza quante gare restano. “Ovvio, ma con la pandemia tutt’altro che risolta non tutti i fattori sono nelle nostre mani. Quindi offrire certezza, di questi tempi, è molto difficile”. 

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