2 commenti

l.zecchin_417
4:08, 4 agosto 2016

Bene andiamo per ordine: Pirelli ha livellato verso il basso le performance
delle SBK ma con poche spese e cerchi da 17″
Bridgestone ha tutt’altro materiale e su cerchi da 16.5″ ma con costi completamente diversi, non credo che i team privati possaano servirsi del gommista nipponico senza aiuti economici di Dorna…
Poi il cambiamento è esicuramente spettacolare alza il livello e si rimescolano le carte…
Di dorna e Don Carmelino c’è poco da dire quest’ultimo è inquisito e perseguito per frode fiscale e resta in piedi grazie a fantomatiche sedi offshore alle isole vergini e uno stuolo di avvocati che riuscirebbero a processare Maria Teresa di Calcutta come nazista,,,,,

Dlindlon
9:07, 29 luglio 2016

Questa è l’ulteriore dimostrazione che Dorna non conosce altro che il SUO – collaudato – modus operandi e non fa altro che applicarlo anche al campionato delle derivate di serie. Stessi schemi e stesso modo do gestire i rapporti con i partner commerciali. Per carità, è ovvio che non si corre solo per la gloria ma che ci debba essere anche un ritorno. Ma il modo di essere e di fare di Don Carmelo & Co. è incompatibile a prescindere con lo spirito e le tradizioni di un campionato che fino a pochi anni fa era la vera ed unica alternativa al mondiale prototipi. Dorna può mettere tutti i Gregorio Lavilla di sto mondo come Direttore Sportivo della WorldSBK ma è chiaro che – col senno di poi – si tratta di uno “yes man” e basta. Ripeto, i conti devono tornare ma c’è modo e modo. I mercanti spesso se ne fregano di storia e tradizioni.