Vale e Max: a Phillip Island storie di ristoranti contro

A Phillip Island Pino's è il covo di Valentino Rossi e la sua banda, l'Isola di Capri enclave di Max Biaggi e dei biaggisti

21 febbraio 2019 - 12:59

Ogni volta che i piloti sbarcano a Phillip Island, in Australia,  si pone il dilemma: a cena da Pino’s o all’Isola di Capri? Sono qualcosa in  più di ristoranti italiani del posto. Appendici del paddock e  l’occasione per i tifosi  di sedere a fianco dei campioni. Ai tempi della rivalità fra Valentino Rossi e Max Biaggi i due locali si erano schierati, loro malgrado.

Rivalità in cucina

Vale e Max si erano conquistati le zone di influenza come russi e americani al tavolo di Yalta: Vale da Pino’s, pizzeria popolare e un po’ caciarona, Max nel più chic Isola di Capri, con l’elegante facciata bianca e la terrazza sul mare. Rossiani di qua, Biaggisti di là. In mezzo Thomson Avenue  come il Muro di Berlino. Anche Rosa Scarlato ed Eddi Fumagalli, i rispettivi proprietari, ovviamente sono ferocemente in concorrenza: meglio la pizza di Pino’s o la Carbonara di Eddy? Ai fornelli è anche peggio, perchè Valentino e Max almeno sono nati da due madri diverse, invece Pino’s  è figlio  dell’Isola di Capri.

Max e la pancetta

Biaggi da me non è venuto quasi mai,  la volta che fu inviato a cena dalla della Clinica Mobile non potette esimersi” racconta Rosa, uno scricciolo di donna calabrese madre di tre figlie e vedova del mitico Pino. “La volta che entrato gli ho detto: “Max stasera hai sbagliato strada?”. Però lo abbiamo fatto stare bene, e qualche un’altra volta è tornato da solo. Non spesso però.” Infatti era sempre seduto all’Isola di Capri, e torna anche adesso che ha smesso di correre. “Max Biaggi è il pilota che ci è stato più vicino” gongola Eddy, signore comasco dai capelli bianchi e  il fascino dell’italiano che la sa lunga. “E’ diventato subito un amico, più che un cliente. E’ un tipo pignolo, ha sempre voluto la Carbonara cucinata da Claudio (il figlio, ndr), vuole che la pancetta resti croccante.”

Storie di italiani sull’oceano

Rosa è approdata a Phillip Island passando per Chicago. “Ero partita dalla Calabria per fare la parrucchiera e ho conosciuto Pino negli Usa. Pensare che siamo quasi dello stesso paesino. L’Australia è stata un’occasione, siamo arrivati nel 1981 e Pino ha trovato lavoro in un ristorante di Phillip Island. L’Isola di Capri…” Eddi invece è finito quaggiù per colpa della Gazzetta dello Sport. “Una mattina del ’70 leggo l’annuncio del governo australiano, cercavano gente in gamba. Tempo due settimane mi hanno chiamato al Consolato di Corso Buenos Aires,  ma non ero tanto convinto e ho provato a comprare un panificio con un mio amico. Alla fine ho lanciato il cappello in aria. Mica c’erano gli aerei a quel tempo, mi sono imbarcato a Genova sul  transatlantico Marconi. Che avventura:  il canale di Suez era chiuso per la guerra, così abbiamo dovuto circunnavigare tutta l’Africa. Scalo a Durban, in Sud Africa e poi tutta una tirata fino all’Australia. Otto giorni vedendo solo Oceano.”

Destini paralleli

Eddi lavora un anno e mezzo in una pizzeria di Melbourne e a Natale del ’72 si mette in proprio. “Ho comprato questo locale che nel secolo scorso era la Posta del paese e poi era diventato circolo ricreativo. Nei periodi di punta ci lavoriamo in quindici. Io ho smesso di cucinare, faccio il cameriere e il buttadentro, sono molto simpatico alle turiste cinesi…” Pino’s all’inizio era un fish and chips, poi una piccola pizzeria da 40 coperti. Adesso sono 300. “Mica era facile convincere gli australiani a venire da noi. Ma poi tornavano e adesso fanno due ore di fila per trovare il posto. Abbiamo trenta dipendenti, il capo è mia figlia e io dò una mano quando capita”.

Specialità 

Nei regni di Vale e Max si mangia bene, qualche sera anche molto bene. “Il cartoccio è il nostro top, lo facciamo più buono di quello che si mangia in Italia. Agli australiani piacciono molto gli spaghetti alla carbonara. La nostra pizza?Modestamente: buonissima. Perchè venire all’Isola di Capri? Beh, abbiamo 43 anni d’esperienza, siamo sul mare, c’è pure internet gratis. E poi ci sono io, Eddi!“. E la Rosa cosa propone? “La pizza la facciamo un po’ diversa dagli altri, direi..meglio! In Australia la cucina italiana va forte, ci sono migliaia di ristoranti ma in pochi si mangia veramente a modo. Che poi bisogna anche adeguarsi ai gusti degl indigeni: qui se non porti il piatto di pasta bello colmo è facile che s’incazzino…Apro alle sette per le colazioni e chiudo oltre mezzanotte. Ho una bella casa ma casa mia è il ristorante.

Rosa da corsa

Rosa è una calabrese orgogliosa di essere diventata australiana. “Se c’è lavoro si vive bene dovunque. Paghiamo un bel po’ di tasse, ma si vede dove vanno. Da voi pagate le tasse per niente. Alla fine la differenza è un po’ tutta qui.” Anche Eddi, però. “E’ un bel paese per viverci, specialmente Phillip Island. La prima volta che l’ho vista mi sono innamorato. Torno ogni anno in Italia, ma morirò qua.” Rosa, le moto ti piacevano anche prima? “Quando ero a Chicago neanche sapevo che esistessero. Adesso ho girato pure in pista, da passeggero, e mi hanno messo sul giornale. Non faccio tifo per nessuno, è come se i piloti fossero tutti figli miei, prego solo che nessuno si faccia male. Il Sic veniva qui ogni sera, povero. Il momento magico? Quando ha vinto il Mondiale Loris Capirossi, era il ’90. Mi sono lanciata sotto il podio con la bandiera tricolore e mi hanno inquadrato in tv, pensavano fossi sua madre. Ho 65 anni ma tutto l’anno conto i giorni che mancano all’arrivo della MotoGP e della SBK”.

Noi di qua, loro di là

Eddi da ragazzo andava a Monza a vedere il GP delle Nazioni. “Non ero tanto appassionato, mi piaceva  Agostini, come a tutti Hanno scorso ho fatto il tifo per Melandri ma è andata male.” E la rivalità tra ristoratori?  “Siamo un po’ gelosi l’uno dell’altro. I due locali sono diversi: noi di Pino’s siamo più grandi, loro hanno una posizione migliore, sono sul mare. Ma tanto all’ora di cena è notte e il mare non si vede. Ogni volta che proponiano un piatto  stai sicuro che la sera dopo l’hanno copiato pure loro..”  Eddi smussa gli angoli. “Macchè rivalità, facciamo tutti il nostro lavoro. Noi di qua, loro di là”. Appunto.

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