Occhio Valentino, Marquez e la Honda non mollano

12 luglio 2015 - 14:24

Valentino Rossi, da qui al decimo Mondiale la strada è ancora lunga. Perchè Marc Marquez non molla e sbancando il Sachsenring (pole, giro veloce e secondo successo 2015) risale dall'abisso, ridando fiato alle speranze di Honda tornata inavvicinabile come anno scorso. 65 punti di ritardo sarebbero un macigno per un pilota normale, MM93 però è un ragazzino prodigio che quando è nelle condizioni tecniche ideali è quasi impossibile da battere. Si, è ancora lunga…

EFFETTO SACHS – Okay, questo era il jolly per Marc, che qui vince ininterrottamente da sei anni, in tutte le categorie: 125GP, Moto2 e MotoGP (tre volte). Il Sachsenring è corto ma non affatto banale con la picchiata della curva 11 che la televisione appiattisce ma dal vero mette paura a guardarla. Qui la RC213V storicamente va a nozze e la doppietta Marquez-Pedrosa (davanti anche in qualifica) era facilmente prevedibile. Quindi da Indianapolis (9 agosto) sarà interessante verificare se questa è stata una domenica di grazia oppure, come sembra più probabile, l'inizio della riscossa tecnica della marca più potente del Mondo. Che ha fatto qualche passo indietro per farne uno, gigantesco, in avanti. Conoscendo l'orgoglio degli ingegneri giapponesi non dev'essere stato un percorso facile. Ma dopo la prima doppietta dell'anno la seconda parte del Mondiale sembra in discesa. Il Supersonico Marc non aspettava altro che riavere tra le mani la Honda come piace a lui. E adesso ce l'ha.

RIMONTONA? – Il due volte iridato è ripartito da -74 punti da Valentino e ne ha mangiati nove in un colpo solo. Se la collaborazione di un Pedrosa col braccio destro ormai a posto diventasse una costante la rimonta non è così improbabile: restano nove GP e lo scorso anno Marquez ne ha vinti dieci di fila, 13 su 18 in totale. Il dominio in Germania era quello che al catalano serviva anche per cancellare la rabbia per la sconfitta di Assen maturata nel contatto rusticano all'ultima curva. “La prossima volta l'ultima curva sarà meglio imboccarla stando davanti” aveva amaramente sorriso alla vigilia a chi gli ricordava la polemica  sulla collisione e sul taglio di Valentino. Detto e fatto: stavolta ci è arrivato sei secondi prima di Rossi e non ha avuto problemi…

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