MotoGP, Johann Zarco

MotoGP: Johann Zarco, il lupo ferito e i giudici che non sono liberi

Johann Zarco portentoso in qualifica ma dovrà partire dalla pit lane. I commissari hanno creato un'altra situazione di grave rischio...

22 agosto 2020 - 18:15

Adesso avete capito perché Johann Zarco sta antipatico a tutti i piloti e a gran parte del paddock. Altro che “guida troppo aggressivo”, “è un pericolo, si deve dare una calmata”. Il problema, per gli altri, è che il francese è forte. Anzi, fortissimo. Tre giorni dopo esser uscito dalla sala operatoria (scafoide fratturato) ha firmato un formidabile terzo tempo in Austria. Pur saltando le sessioni del venerdì e anche FP4, è risultato il miglior pilota Ducati in qualifica. Guidando la moto dell’anno scorso, gestita da un team che fino a prima che arrivasse lui, cioè tre GP fa, era considerato di serie C. Zarco sta sulle scatole perché ha vinto (anzi: stra-dominato…) due Mondiali in Moto2 e nel 2021 sarà, probabilmente, sulla Ducati ufficiale al posto di Andrea Dovizioso. Costa un decimo, forse meno, e per la Rossa potrebbe rivelarsi il jolly che pochi si aspettano.

Il Tribunale della MotoGP è incomprensibile

Intanto domenica alle 14 sarà costretto a scattare dalla pit lane, per una discutibile penalizzazione annunciata cinque giorni dopo quello che a tanti è sembrato un incidente di gara. “I giudici sono stati influenzati dai media e dall’opinione pubblica” è l’opinione di Marco Melandri. Che lo Stewards Panel amministri la giustizia da corsa in modo inspiegabile è un dato di fatto. Come mai Johann Zarco sia stato penalizzato mentre Pol Espargaró l’abbia passata liscia dopo aver fatto platealmente cadere il compagno di squadra Miguel Oliviera nello stesso GP di domenica scorsa, non ha una spiegazione logica. “Servono giudici che abbiano guidato queste MotoGP” ha detto in settimana Cal Crutchlow. Sbaglia. Il Panel è composto da tre persone e due di questi sono ex piloti di grande esperienza: Freddie Spencer ha vinto tre Mondiali (due nella stessa stagione) ed è stato il fenomeno degli anni ’80. Ralph Bohnorst gestisce il circuito di Oschersleben e da pilota correva nel Mondiale sidecar, con un GP vinto all’attivo.

I giudici non sono liberi 

Quindi è gente che conosce i piloti, le moto e le situazioni di gara. Il problema è che non sono liberi. Il Panel ha l’etichetta della Federazione Motociclistica Internazionale, ma niente accade nel paddock senza l’imprimatur del promoter Dorna e del suo boss Carmelo Ezpeleta. Anche le omologazioni, cioè la scelta dei circuiti dove si può correre o meno, sarebbero di competenza FIM, ma Franco Uncini è uomo Dorna da sempre. Il business dei nuovi impianti, cioè andare a correre dove i soldi girano per fare piste nuove, è uno dei più redditizi per il promoter. Tutto l’apparato è sotto il controllo di un’unica entità, e non è la Federazione Internazionale…

Ecco perché Zarco non ha fatto appello 

Ecco perché le decisioni dei commissari sono spesso inspiegabili. Non si basano su regole certe, applicate con lo stesso metro in ogni situazione, ma sono frutto di mediazioni, discussioni, pressioni di vario genere. Questo spiega perché ci sono voluti quattro giorni per conoscere un verdetto che doveva essere rilasciato la domenica stessa. Come funzionano le cose, lo ha fatto capire lo stesso Johann Zarco. “Non faccio appello perché è meglio chiuderla qui.” Ecco, questo è il punto: è chiaro che qualcuno lo avrà convinto a non sputtanare ulteriormente il sistema. Un appello, quanto meno, avrebbe messo alla berlina l’irrazionalità dell’analisi e della sentenza del Panel. Un team privato come quello di Zarco non vivrebbe senza i soldi, le prebende e gli appoggi Dorna. Figurati se si mettono a far casino contro il manovratore…

Altra situazione di pericolo

Il Panel non ha neanche riflettuto su un punto banale, di cui gli appassionati che conoscono un minimo le corse parlano da venerdì mattina. Far partire dalla pit lane un pilota che punta al podio, è detonatore di altre situazioni di grande rischio. Johann Zarco, che guida una Ducati molto veloce sul dritto, in pochi giri si aggancerà al gruppo e andrà all’assalto. Partirà con ll’imperativo di fare sorpassi decisissimi, per non perdere tempo e coltivare la speranza di portare a casa qualche punticino. Partirà con il dente avvelenato e si avventerà sul gregge con la fame del lupo ferito. Ma tanto che importa, l’importante è lo show.

10 commenti

valterpan_604
16:00, 23 agosto 2020

La faziosità di certi commenti è inaudita. Zarco non ha fatto apposta quella manovra quindi hanno sbagliato Rossi e Morbidelli con quelle dichiarazioni a caldo che hanno poi aggiustato a mente fredda. Detto ciò non significa che il francese non abbia sbagliato quindi tutta questa polemica antirossi è del tutto fuori luogo. Zarco ha sbagliato e per questo deve pagare. Ha frenato in faccia al Morbido a 300 km all’ora, non ci sono giustificazioni! Questo è un fatto inequivocabile, non averlo fatto intenzionalmente non ti solleva da responsabilità oggettive. Farlo passare come incidente di gara è ridicolo come le polemiche del francese. Come sono ridicole le prese di posizione in suo favore che denotano solo una profonda faziosità!!

terminuses_14498217
7:49, 23 agosto 2020

Concordo pienamente. Finalmente un giudizio Non allineato a Dorna, Rossi, Sky, Academy 46 ecc.
Spero che Dall’Igna porti Zarco nel team ufficiale Ducati.

Nikt
0:14, 23 agosto 2020

Ormai è da anni che si vede questo schifo ed oggi le gomme e Le regole permettono di decidere chi vince.Serviva il caso Zarco?E Iannone?E il mondiale 2015?E tutte le porcate che hanno fatto passare a Márquez (Su Rossi,su Lorenzo ad Aragón 2018, su Crutchlow a Phillip Island 2019 e molte altre).E guarda caso prendono provvedimenti solo quando qualcuno (possibilmente fra i più famosi) rischia di farsi male.
Ormai è un baraccone deciso a tavolino da Dorna e Michelin con complicità della FIM, basti vedere come stanno gestendo il caso Iannone

stingray64feve_14624459
20:45, 22 agosto 2020

Sport che incontra la politica uguale soldi… necessari per correre per carità, per questo che in teoria dovrebbe esserci la FIM…
Quindi meglio mettere i piloti al centro del tifone che il circuito con sanzioni assurde, esattamente come le barriere “cerotto” messe per fermare le moto, che però purtroppo fermano anche i piloti…
Che nella corse ci sia una importante equazione di pericolosità va senza dirlo, ma le moto non sono quelle di una volta e i circuiti non possono essere quelli di una volta…
per me meno cinema e più azione, alla fine a chi interessano le hospitality millionaire “sponsorizzate” da DORNA? A me sicuro no, preferirei di molto degli investimenti sulla sicurezza.

marcogurrier_911
19:41, 22 agosto 2020

Bravi, come al solito.
Zarco e una super, super manetta, le persone hanno tanta mmwmoria corta, di ciò che combinava in Yamaha clienti dando fastidio a tutti, nessuno escluso

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