MotoGP

MotoGP e Superbike, Le feste cinesi danno grande speranza

Italia ed Europa sono in pieno lockdown, in Cina hanno festeggiato il Capodanno con milioni di persone in strada. MotoGP e Superbike sperano che possa succedere presto anche da noi

1 gennaio 2021 - 11:15

Abbiamo cominciato l’anno chiusi in casa, ma gli appuntamenti MotoGP e Superbike bussano alla porta. Fra sole tre settimane alcuni top team delle derivate dalla serie come Kawasaki e Ducati voleranno a Jerez (Spagna) per i primi test 2021. La top class tornerà in azione dal 14 al 21 febbraio a Sepang, in Malesia. In Europa siamo ancora in pieno lockdown, per cui promoter Dorna e squadre si trovano a dover affrontare una situazione ancora difficilissima. Per viaggiare in Spagna non ci saranno problemi, basterà (si fa per dire…) seguire le stesse procedure già attivate per i round 2020 Superbike. Che, non a caso, sono stati concentrati  in specifiche nazioni europee (Spagna, Francia e Portogallo) dove le restrizioni sono state minori che altrove. Volare in Malesia sarà più complesso, perchè sarebbero necessari – ad oggi – sette giorni di quarantena. Ma Dorna si è attivata per convincere le Autorità locali a bypassare queste regole, assicurando il rispetto della stessa “bolla di sicurezza” adottata per la MotoGP 2020.

Verso la normalità?

In queste prime ore del 2021 stanno facendo il giro del mondo le immagini da Wuhan, città cinese da 6,7 milioni di abitanti (più del doppio di Roma…). In quello che è stato primo epicentro di diffusione del virus, la gente è scesa in piazza per festeggiare il Capodanno, senza alcuna restrizione. Unica prescrizione la mascherina, che però in Asia è abbastanza consuetudine da ben prima che si scatenasse questa pandemia. In Cina da mesi l’attività economica è ripresa senza alcuna restrizione: il PIL è atteso in crescita del 5%.  Com’è possibile che in quel Paese il virus sia stato debellato così in fretta?  La Cina non è un’eccezione, perchè gran parte dell’Asia è ormai tornata alla normalità. Perchè nel mondo occidentale, anche in Europa, le conseguenze del virus sembrano  ben peggiori?  L’epilogo cinese induce all’ottimismo: ce la caveremo tanto in fretta anche noi?

La chiave è il pubblico 

Per lo sport, e il nostro non fa ovviamente eccezione, non è tanto in discussione la possibilità di poter organizzare eventi, ma come. I due campionati principali della moto nel 2020 hanno dovuto rivoluzionare i calendar e dovendo rinunciare al pubblico hanno perso gran parte dei proventi garantiti dagli organizzatori locali. Fra mancati incassi e maggiori spese per la gestione delle misure di sicurezza, il salasso per le casse Dorna dev’essere stato micidiale. Sicuramente è una situazione delicatissima che non potrà protrarsi a lungo. Carmelo Ezpeleta è il primo a sperare che l’emergenza rientri prima possibile, in modo da poter riaprire i cancelli dei circuito al pubblico. Il fatto che Dorna abbia riportato il calendario MotoGP alla normalità, con tutte le tappe extraeuropee al momento confermate, significa che la visione dell’organizzazione è improntata al massimo ottimismo.

Cosa può succedere?

I vettori aerei la pensano allo stesso modo: RyanAir, per esempio, conta di tornare ad una programmazione di voli pressochè normale da marzo 2021 in poi. La fiducia dei grandi player  internazionali di tanti settori economici al momento sotto scacco è che l’arrivo del vaccino serva non solo a migliorare la situazione sanitaria, ma anche a fungere da “effetto placebo”. Cioè: disponibile un rimedio, si spera che le autorità abbassino il livello d’allarme, permettendo – fra poche settimane – progressive riaperture delle attività. Il quadro migliore per MotoGP e Superbike sarebbe questo: allentamento delle restrizioni di viaggio, su scala globale, e possibilità di riapertura al pubblico di grandi eventi dalla primavera (anche tarda) in poi. In Italia, ad oggi, non si parla ancora di possibile riapertura degli stadi di calcio. E’ in stand by anche il mondo della musica: nessun grande concerto estivo è stato programmato, anche se artisti e impresari contano  che qualcosa si possa sbloccare. Il faro è sempre ad est: a febbraio scorso (soltanto dieci mesi fa…) la Cina faceva paura, adesso è là che si alimenta la nostra speranza.

2 commenti

fabu
14:37, 1 gennaio 2021

Non facciamoci illusioni, i cinesi fanno quello che dice il governo, la voce è una sola, e tutti zitti, tutti a remare nella stessa direzione. Da noi, paesi cosiddetti democratici, ognuno si arroga il diritto di fare ciò che gli pare, il risultato non può essere lo stesso. Dopo essere stati tutti virologi, ora tutti ricercatori che già conoscono le reazioni di un vaccino.

Anonimus
12:54, 1 gennaio 2021

Onestamente non mi sembra un caso che in Oriente stiano tornando alla normalità mentre in Occidente siamo ancora in alto mare ( con gli USA tra i più colpiti… casualità??), e con il peggio che deve ancora venire….

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