Marc Marquez

Marc Marquez, l’unica scorrettezza è essere troppo forte

Il fuoriclasse Honda ha firmato il nuovo primato assoluto e l'84° pole (la 56° in top class) con una strategia perfetta. Furbizia e talento, da vero fuoriclasse

2 giugno 2019 - 13:40

Con Valentino Rossi affossato da un errore di strategia (partirà diciottesimo!)  e Andrea Dovizioso con le polveri un pò bagnate, il mainstream mediatico doveva trovare il detonare per far deflagrare il Mugello. E cosa ci poteva essere di meglio che puntare il dito contro Marc Marquez? “Si, è veloce, però è anche furbo“, “sportivamente parlando è un bastardo” e via discorrendo. Ma in realtà l’unica cosa fuori dal normale è stata il giro più veloce mai compiuto  da essere umano in sella ad una moto al Mugello, uno dei circuiti più impegnativi del pianeta. L’unica “scorrettezza” di Marc Marquez?  Essere troppo forte, e aver messo tutti gli avversari nell’angolo. Tutti, nessuno escluso.

IL GUANTO DI SFIDA

Marc Marquez in qualifica ha giocato al gatto con il topo con Andrea Dovizioso. Il ducatista è secondo nel Mondiale, nonchè  l’avversario con il potenziale tecnico più alto a disposizione. E’ logico che il campione in carica lo prenda come riferimento, e – se possibile – provi ad irretirlo. Il super sorpasso alla Scarperia-Palagio ai danni del Dovi, nella prima uscita della qualifica,  è una di quelle prodezze un pò gratuite che tutti i fuoriclasse usano per colpire l’autostima dell’avversario. Marc Marquez ha rischiato come fosse in gara, ma è sicuro che questa “manovra” gli avrà dato gusto come la pole, forse di più. Lo sguardo truce di Andrea a fine qualifica la dice lunga sugli affetti.

IL GIOCO DELLA SCIA 

Marc Marquez nella girandola di giri tutto-o-niente ha la capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. I fuoriclasse hanno queste doti quasi soprannaturali, altrimenti sarebbero piloti normali.Anche nella seconda uscita MM93 ha inquadrato Andrea Dovizioso nel mirino, e lo ha usato come riferimento per stampare un giro pazzesco. Il suo T4 (l’ultimo settore) dietro il Dovi è stato da record, due decimi meglio del suo “personale”. E proprio quei due decimi servivano per tenere a distanza un Fabio Qauartaro che ormai non dev’essere più considerato una “sorpresa”, ma forse  l’unico su piazza che in un futuro più o meno remoto potrà provare ad argine l’immenso talento di Marquez.

DOVI, CHE SUCCEDE?

Più che preoccuparsi della strategia di Marquez, in Ducati dovrebbero chiedersi perchè Dovizioso, cioè la “punta” per il Mondiale, è precipitato in terza fila (nono tempo) proprio al Mugello che dovrebbe (doveva?) essere una delle piste favorevoli nel braccio di ferro tecnico con la Honda. Il pilota di riferimento ha preso paga non solo dallo scudiero Danilo Petrucci, che partirà in prima fila con il terzo tempo, ma anche dai “satellite” Jack Miller (quinto) e Francesco Bagnaia (ottavo). Lo stesso Dovizioso ha anche dovuto superare le forche caudine della Q1 girando in quella sessione solo cinque millesimi più forte del tester Michele Pirro. Ci vuole  ben altro per impensierire il Marc Marquez più spavaldo che si sia mai visto. Ma domani è un altro giorno, si vedrà.

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