Lorenzo il piccolo gigante è il più forte di testa

8 novembre 2015 - 13:49

I commentatori-tifosi hanno ripetuto tutta la stagione che “Rossi è più forte di testa, Lorenzo cederà”. Mica vero, è andata esattamente al contrario. Il piccolo gigante ha vinto il quinto Mondiale non una, ma tre volte. Rimediando inconvenienti clamorosi, recuperando distacchi in classifica che avrebbero tramortito un toro. Nella MotoGP più esaltante di sempre Rossi ha ceduto mentalmente proprio mentre Lorenzo prendeva il volo. Ribaltando il tavolo e vincendo contro tutti: i tifosi (anche tanti spagnoli tenevano per Vale…), la stampa, l'organizzazione, il padre padrone che alla vigilia aveva speso parole dolci per l'avversario. Perfino contro la Yamaha, che sotto sotto avrebbe preferito di gran lunga la vittoria del pilota più celebre dell'epoca moderna. Lorenzo non sarà un personaggio, ma è un ragazzo  forgiato nell'acciaio. Che pilota fantastico: giù il cappello, ha vinto il migliore.

TENERE DURO – JL è partito ad handicap e si è trovato a rincorrere sempre. Ha rimediato il doppio problema al casco (Qatar e Gran Bretagna) costato una quindicina di punti ed è miracolosamente risorto dalla scivolata di Misano, l'unico errore del suo magico 2015. A cinque gare dalla fine era sprofondato a 23 punti  da Rossi lanciatissimo. Ma Jorge non si è perso d'animo, neanche quando a Motegi è ripiombato a -18 punti vedendo andare in fumo una vittoria già in tasca. Mancavano solo tre GP, a Vale sarebbe bastato finire sempre subito dietro per cogliere la Decima. Ma nel momento decisivo, Rossi ha perso la testa: voleva chiudere i conti in Australia, la pista del cuore, invece lì il nemico-compagno di squadra gli ha mangiato sette punti.  Una sconfitta che ha destabilizzato il più esperto finito nella rete della lite con Marquez, la penalizzazione di Sepang e il rocambolesco epilogo di Valencia.  Che non era affatto scontato: Lorenzo è partito con l'obbligo di vincere, consapevole che il minimo errore sarebbe stato fatale. Nel giorno più impegnativo della vita gli è riuscito tutto,compreso un clamoroso giro superpole con quattro (!) decimi di vantaggio su MM93. Jorge, quando contava,  è stata la perfezione fatta pilota.

NIENTE RIMPIANTI – Rossi in testa al Mondiale per 17 GP su 18 avrebbe potuto coronare una carriera leggendaria. Se in Malesia non si fosse affondato da solo probabilmente ce l'avrebbe fatta, e avrebbe potuto infischiarsene dell'ipotetico gioco di squadra degli spagnoli. Adilà delle polemiche finali il trionfo di Lorenzo è cristallino, la pista ha incoronato il più forte. E adesso?  Non è finita, la MotoGP martedi entra a tutto gas nel 2016. VR46 avrà 37 anni, un'eta avanzatissima a questi livelli dove difficilmente i top rider varcano la soglia dei 30. Ma con Valentino non si può mai sapere, il tempo di ricaricare le batterie e il fuoriclasse eterno tornerà là in mezzo a rompere le scatole a Lorenzo e Marquez. Rossi non molla, i suoi tifosi (speriamo…) nemmeno: la battaglia e la leggenda continuano.

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24 commenti

canemoltosciolto
12:11, 9 novembre 2015

… dev’essere per forza biaggista. è questa l’anomalia dei tifosi accecati: non gli viene nemmeno in mente che a qualcuno potrebbe piacere qualcos’altro, che ne so, il motociclismo in generale. se dal 2018 i tifosi fanatici non ci saranno più sarà solo un bene per il Motociclismo.

canemoltosciolto
12:11, 9 novembre 2015

… dev’essere per forza biaggista. è questa l’anomalia dei tifosi accecati: non gli viene nemmeno in mente che a qualcuno potrebbe piacere qualcos’altro, che ne so, il motociclismo in generale. se dal 2018 i tifosi fanatici non ci saranno più sarà solo un bene per il Motociclismo.

23febbr
11:11, 9 novembre 2015

Io trovero’ di neglio che guardare il campionato mondiale di motociclismo spagnolo

userID_11987969
10:11, 9 novembre 2015

condivido in pieno la sua opinione, ed il suo commento.
e data la mia età, ricordo bene quanto avvenne, il quella gara finale del 90. Se non erro, Spaan in quell’occasione, abbozzo anche una reazione con un amano o con un piede.

ma si sa, quando si parla di Rossi, in molti spengono il cervello.

ammiro anche la sua calma, nel rispondere al commento delle 01.49.

complimenti per il Blog.

Andrea

AlfonsoGaluba
7:11, 9 novembre 2015

Concordo con lei anche le virgole di questo articolo. Jorge Lorenzo in condizioni standard (senza problemi al casco o di gomme) è sempre stato migliore di V.Rossi. Più vittorie di V.Rossi, più pole di V.Rossi, più giri veloci di di V.Rossi. Ergo ha vinto il pilota più veloce, che poi è la logica giustizia in un mondiale di velocità per moto. Se V.Rossi vinceva era il mondiale della fortuna e della regolarità, ma le gare del motomondiale non sono gare di endurance, dove non vince mai il più veloce ma il più regolare. Concordo anche con J.Lorenzo, intervista di oggi sulla gazzetta, quando dice che V.Rossi recrimina tanto perchè sà bene che era l’ultima opportunità per vincere il titolo nella sua carriera. V.Rossi vede chiaramente che ci sono due piloti molto più veloci di lui (Lorenzo e Marquez) ed uno che lo può battere facilmente (Pedrosa). Chiaramente la disperazione di V.Rossi è il classico canto del cigno (purtroppo per lui è mancato l’acuto finale).

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