La Superbike con la MotoGP? La Dorna ha le mani legate

Althea BMW ha proposto di accorpare i due Mondiali. Ma non è possibile perchè FIM e Dorna ci rimetterebbero. E il British Superbike diventerebbe il top

23 luglio 2016 - 10:18

Nei giorni scorsi, su corsedimoto, Genesio Bevilacqua patron della BMW Althea ha spiegato come risolvere l’attuale crisi del Mondiale Superbike: portando le derivate dalla serie in  MotoGP, al posto della Moto2. E’ una proposta accattivante ma, al momento,  impraticabile. Ecco perchè.

PROTAGONISTA – Intanto una premessa: Genesio Bevilacqua non è uno qualsiasi. E’ un industriale di successo e frequenta  le piste fin dagli anni ’70. Nell’ultimo decennio ha investito molto in Superbike e nelle categorie d’accesso, firmando l’ultimo Mondiale Ducati, nel 2011 con Carlos Checa. Adesso è uomo di fiducia BMW, gigante bavarese che sta spendendo nel progetto Althea una cifra a sei zeri. Se uno come Bevilacqua propone di spostare tutto nel Motomondiale, operazione che comporterebbe la cancellazione dell’attuale piattaforma Superbike, significa che il disagio di chi investe e partecipa è profondo. Altro che le “sterili polemiche” che non piacciono alla TV.

PERCHE’ NO – Se la Superbike andasse con MotoGP cadrebbe dalla padella alla brace: nel Motomondiale di oggi tutto è congegnato perchè investimenti, TV e media restino concentrati sulla top class. La Superbike al posto della Moto2 finirebbe come la Moto2, cioè a fare da contorno. E siccome la Superbike costa dieci volte tanto, l’operazione non avrebbe senso economico. La Moto2 è fatta così com’è (motore unico su telai artigianali)  perchè deve costare e non dare  fastidio. E un semplice riempitivo, niente di più. Se Dorna volesse una categoria più interessante e competitiva basterebbe liberalizzare i motori. Ma il vero nodo è che la Dorna ha le mani legate e non potrebbe portare la Superbike in MotoGP neanche se lo volesse.

FEDERMOTO – Intanto il Mondiale Superbike è uno degli asset sportivi della Federazione Motociclistica Internazionale. Che incassa fior di milioni ogni anno per la cessione dei diritti pubblicitari e TV. La FIM di Vito Ippolito ha venduto l’anima alla Dorna, derogando tutti i suoi poteri: sportivo, commerciale, di indirizzo politico.  Ma i bonifici li incassa, è l’unico motivo per cui continua ad esistere. Se la Superbike confluisse nel massimo campionato, la FIM perderebbe bei soldi. Dorna ha acquistato i diritti Superbike per un periodo lunghissimo, la data di scadenza è segreta ma si parla di 2040 o roba del genere. Come potrebbe il gestore spagnolo dire ad Ippolito “Okay, il Mondiale Superbike che mi hai venduto non vale più niente, adesso facciamo un merger con la MotoGP”?

CONTRATTI – La stessa Dorna ha contratti di lunga gittata con circuiti, televisioni, sponsor. Come potrebbe chiuderli tutti, così in un colpo solo? Inoltre Bevilacqua dimentica l’aspetto più importante, il business. Come corsedimoto ha rivelato poco tempo fa, la Superbiike per Dorna è  un affare: nel 2013, il primo anno di gestione, è andata in pari, già un’impresa considerando che l’ultimo periodo di Infront-Flammini era stato da lacrime e sangue. Nel 2014 ha chiuso in positivo e lo scorso anno ha guadagnato oltre tre milioni. Quindi: i team come Althea soffrono e sognano di andare in MotoGP, ma la Dorna non soffre affatto. Gli spagnoli giocano in monopolio e avendo due piattaforme dirigono il gioco come vogliono per esempio tenendo alto il “fee” dei circuiti. La Dorna non ha il minimo interesse a modificare la situazione. Due Mondiali, per loro, sono assai meglio di uno. Per adesso, perchè magari i conti cambiano e la situazione precipita…

CONCORRENZA – Anche se non ci guadagnasse Dorna avrebbe comunque le mani legate. Ammettiamo che succedesse davvero quello che auspica Bevilacqua, cioè che a breve la Superbike finisca nel programma MotoGP. Sarebbe un assist micidiale per MSV, l’organizzatore del British Superbike. La serie britannica gode già di un altissimo prestigio: ci sono le Case ufficiali, gran bei team e un cast di piloti che in questo momento è ben più intrigante di  quello del Mondiale. In Italia tantissimi appassionati già considerano il BSB il vero erede dello spirito Superbike. Il BSB va già in trasferta ad Assen, basterebbe aggiungere altri 3-4 eventi in giro per l’Europa, magari anche in talia, e diventerebbe l’alternativa, l’altra faccia della moto. Esattamente la “chiave del successo” su cui puntava Flammini. Ecco il vero nodo della questione: la Superbike deve restare l’altro Mondo, l’alternativa da corsa per gli appassionati  “duri e puri”. Sbaglia la Dorna a volerne fare il clone della MotoGP: non funzionerà, perchè di MotoGP ne basta una. Gli spagnoli lo capiranno? Ai posteri l’ardua sentenza…

4 commenti

pame84
2:07, 27 luglio 2016

Salve,
posso fare una domanda forse sciocca, ma la crisi della SBK c’è solo in Italia? E si lega solamente a questione televisiva? Se è così la soluzione forse non sarebbe quella che SKY si prenda i diritti? Perchè effettivamente Mediaset secondo me non regge il confronto, e Eurosport di SKY purtroppo non dà così tanto spazio e pubblicità agli eventi.
Grazie

Katana05
2:07, 23 luglio 2016

Perlopiù considerazioni interessanti e condivisibili, ma con qualche eccesso. Dire che la griglia del BSB è “ben più intrigante” di quella del mondiale è davvero un esagerazione: Byrne, O’Halloran, Linfoot, tutta gente veloce ma che francamente ai vari Rea o Davies non portano nemmeno dietro l’acqua. Gli stessi Haslam, Hopkins, Smrz, Ellison, Parkes (che mi è sempre piaciuto molto) e il nostro Iannuzzo sono in Inghilterra solo perchè nel mondiale per loro non c’è più posto. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

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