Superbike, Jonathan Rea

Jonathan Rea con la Kawasaki sta giocando al gatto contro il topolino?

Domenica Jonathan Rea punta al massimo: sesto Mondiale di fila in anticipo e 100° vittoria. Da sei anni domina incontrastato e viene il dubbio: quanto ne avrà ancora in tasca?

3 ottobre 2020 - 18:54

Il sospetto che Jonathan Rea stia continuando a dominare la Superbike prendendosi gioco degli avversari è molto forte. Ricordate quante volte è andato veramente in crisi nelle ultime sei stagioni, cioè da quando guida la Kawasaki? E vi siete chiesti come sia possibile che il 33enne nordirlandese ogni volta riesca a chiudere i giochi con cospicuo anticipo? Riuscirà a fare festa con un round ancora da disputare anche in questa particolare stagione, con appena otto appuntamenti in programma. Neanche la partenza ad handicap con la caduta nella corsa iniziale in Australia gli ha creato soverchie difficoltà. Il Cannibale ha recuperato in fretta, ha preso gli avversari alla gola e li ha stritolati lentamente, ma in maniera inesorabile. Tutti eravamo convinti che Scott Redding sarebbe finalmente riuscito a farci vivere una sfida Superbike incerta  fino all’ultima curva. Invece anche il coriaceo britannico si è liquefatto. Nè più nè meno di Alvaro Bautista un anno fa. La dinamica del campionato è stata ben diversa, ma il risultato identico.

Quanto margine avrà?

Nella landa di Magny Cours, già grigia di suo e figurativi se piove tre giorni, Jonathan Rea andrà a letto con la dolce prospettiva di svegliarsi per andare a caccia di due bersagli fantasmagorici. Ovvero il sesto Mondiale in sei anni e la vittoria numero 100. Tantissima roba, in un giorno solo. Nessuno mai ha raggiunto simili vette, mostrando questa superiorità. Carl Fogarty e Troy Bayliss, i giganti della Superbike dei tempi d’oro, hanno vinto a raffica (59 volte il primo, 52 il secondo) ma intervallando i trionfi con crisi, cadute, annate storte. Jonathan Rea invece corre sul velluto, ormai ci ha assuefatto, dandoci l’impressione (sbagliata) che sia la cosa più facile del mondo. La domanda che resta sospesa nell’aria è la seguente: il Cannibale sta tirando al massimo, oppure ogni volta ne avrebbe nel taschino? L’impressione che JR1 spinga davvero forte in 3-4 gare decisive a stagione e nelle altre vada a spasso (relativamente, ovvio…) monta ogni anno sempre di più.

“Un grande passo”

Vincere gara 1 è stato un grande passo verso il Mondiale” riconosce Jonathan Rea, consapevole che fare il pompiere in questa situazione suonerebbe fuori luogo. “Ricorderò questo 2020 per i cinque mesi di sosta cui ci ha costretto la pandemia: ero caduto in Australia, avevo voglia di rifarmi ma non c’erano più gare. In quel periodo mi sono allenato in maniera ossessiva, come non avevo mai fatto. E ho chiesto alla Kawasaki e al team di intervenire sulla moto per migliorare tanti piccoli aspetti. Quando siamo tornati a correre, in luglio a Jerez, ho avuto subito la piacevole sensazione che sarei stato molto competitivo.”

“Siamo andati molto forte”

Jonathan Rea Magny Cours ha firmato la settima vittoria. “Correre con il bagnato è sempre una sfida, la pista cambiava ad ogni giro. A volte c’erano rivoli che attraversavano l’asfalto, poi sparivano. Quando ci sono simili condizioni è impossibile avere la moto perfetta, ti devi arrangiare un pò. Però sono convinto che anche stavolta abbiamo azzeccato ogni mossa. Ho guidato una Kawasaki davvero a posto.”

2 commenti

Anonimus
1:05, 4 ottobre 2020

Che bella marketta…..

Max75BA
22:44, 3 ottobre 2020

…è un “mostro” che avrebbe fatto faville anche in motogp

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