Ecco la Thailandia, Aprilia svela i segreti di Buriram

11 marzo 2015 - 9:11

Cosa troverà la Superbike in Thailandia domenica 22 marzo? E’ la prima volta che un Mondiale di velocità approda nel Paese del sud est asiatico, 69 milioni di abitanti. Nuovo anche il tracciato, il Buriram United Circuit, nei pressi delll’omonima cittadina (28 mila abitanti) situata 405 chilometri a nord est della capitale Bangkok. Curiosità: la pista si chiama come la squadra di calcio locale per via dello stesso proprietario, un milionario thailandese che è stato anche vice primo ministro. L’impianto è stato progettato dal tedesco Hemann Tilke ed è costato l’equivalente di 48 milioni €, pochissimo rispetto agli standard mondiali. Ma in Thailandia terreno e manodopera costano quasi niente…Nel secondo dei tredici round in calendario l’Aprilia difende il primato con Leon Haslam vincitore al debutto con la RSV4RF nell’apertura australiana. Il britannico è a pari punti con il connazionale Jonathan Rea, anche lui vincente alla prima uscita con la Kawasaki. L’ingegnere Paolo Bonora project leader di Aprilia SBK ci svela i segreti di Buriram.

COM’E’“Buriram ha una lunghezza di 4554 metri. Ha uno sviluppo completamente pianeggiante e nella parte guidata ricorda un po’ la nostra Misano. Qui però abbiamo due rettilinei non banali raccordati da una curva con un buon raggio (T3 nella mappa, ndr) che dovrebbe permettere di entrare veloci nel secondo rettilineo (T3-T4). Inoltre ci sono due o tre scaccate piuttosto forti. Queste prerogative lo rendono, complessivamente, abbastanza diverso da Misano. Secondo i nostri calcoli la media sul giro dovrebbe essere intorno ai 160-165 km/h, quindi un po’ più bassa rispetto a Phillip Island dove abbiamo girato durante la gara a 172,707 km/h. Riguardo al tempo sul giro abbiamo un’idea un po’ approssimativa perchè il dato sarà influenzato dalle condizioni meteo, che saranno estreme, o dalle condizioni dell’asfalto. Essendo un circuito nuovo non abbiamo alcun tipo di riscontro diretto.”

CURVONE “Il rettilineo di partenza-arrivo (T12-T1) misura 500 mentri, l’altro (T1-T3) circa 850 ed è il più lungo dell’intero tracciato. Con tutte le incognite ambientali che ho ricordato, le nostre simulazioni danno una velocità massima di circa 310 km/h, ovviamente in sesta marcia. Il punto più delicato e forse spettacolare è l’ampio curvone a sinistra (T4) nella parte centrale della pista. Si gira in senso orario e una delle particolarità del circuito è che la corsia dei box è all’esterno del rettilineo di partenza, sotto la grande tribuna che permette di vedere praticamente tutta la pista. I piloti del Mondiale potranno familiarizzare con la pista il giovedi, dalle 16.30 alle 18.30, ma per regolamento solo a piedi, in bici o in scooter. Le due sessioni del venerdi, FP1 e FP2, dureranno 75 minuti ciascuna invece dei canonici 45 per dare modo alle squadre di adeguare la messa a punto e raccogliere dati.”

SIMULAZIONI – “Non arriviamo in Thailandia completamente alla cieca perchè in reparto corse siamo in grado di simulare al computer qualsiasi tracciato. Buriram è un caso limite perchè è stato ultimato soltanto l’ottobre scorso e non disponiamo di simulazioni digitali classiche. Però ci siamo preparati allestendo il giro pista virtuali tramite i simulatori interni del reparto elettronico e di dinamica del veicolo. Queste analisi sono condivise con i piloti e con tutto il team. Haslam e Torres quindi arriveranno in circuito con un’idea abbastanza precisa di quello che li attende, pur non avendoci mai corso con una moto vera. Una volta le simulazioni al computer erano  molto utili per decidere la rapportatura interna del cambio che però da quest’anno è unica e punzonata per l’intero campionato. Possiamo cambiare solo il rapporto finale tramite sostituzione di pignone e corona.”

GRAN CALDO“Ci aspettiamo di dover fare i conti col gran caldo e con tassi di umidità altissimi, un po’ come accade quando giriamo a Sepang, in Malesia. Saranno due gare (20 giri ciascuna pari a km. 91,080, ndr) da correre in condizioni estreme, sia per i piloti che per le moto. Non avremo necessità di adattare le moto, né  di montare radiatori acqua e olio più grandi del normale. La nostra RSV4 è già adeguata per affrontare queste condizioni estreme.”

Seguitemi su Twitter: https://twitter.com/PaoloGozzi1

Facebook: https://www.facebook.com/paolo.gozzi.54

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike Krummenacher MV Agusta

Superbike, MV Agusta: “Eravamo all’oscuro, agiremo per vie legali”

aprilia motogp esports

MotoGP eSports, Aprilia Racing crea la sua squadra virtuale

Superbike, Jonathan Rea

Superbike: Jonathan Rea, la sfida a distanza con la MotoGP è leggenda