Donington 1988, là dove tutto è cominciato

21 maggio 2013 - 14:37

Domenica la Superbike farà tappa a Donington, il tracciato britannico dove il 3 aprile 1988 si disputò la prima gara Mondiale della storia. Io c’ero. Ecco qualche ricordo personale di quella giornata.

POLE MANCATA – A quei tempi non c’era la Superpole e nelle qualifiche  il più veloce fu il texano Doug Polen con la Suzuki Yoshimura. Che non fu ammessa al via: la quattro cilindri di Hamamatsu aveva una cubatura di 765 cc, contro il limite regolamentare allora fissato in 750. Non fecero partire neanche il compagno di squadra Scott Gray che aveva fatto il quinto tempo. La Suzuki Yoshimura era in Gran Bretagna non per la Superbike ma perchè Polen tre giorni prima aveva preso parte alla Eurolantic, la sfida internazionale tra piloti britannici e americani. Doug sarebbe passato alla Ducati nel 1991 vincendo due Mondiali di fila. La pole venne assegnata d’ufficio a Roger Burnett, pilota ufficiale Honda Britain.

GRIGLIA – Presero parte alle prove 45 piloti e partirono in 40, il massimo consentito. Bei tempi: il team Liberty oggi ha annunciato il ritiro, quindi (se tutto va bene) nelle due gare di domenica partiranno in venti. Nel round precedente a Monza hanno corso appena diciotto piloti. Ampliare la griglia di partenza, magari portando in Superbike qualche squadra adesso impegnata in Moto2 e Moto3, è una delle priorità della nuova gestione Dorna.

IL CIRCUITO – Donington non era quello che è adesso. Il tracciato misurava appena 3248 metri e non c’era la parte che dalla “S” Fogarty riporta al tornantino Goddard che immette sul rettilineo di partenza. La Goddard allora era una chicane destra-sinistra-destra che spesso decideva le gare. Si corsero due manche di 30 giri ciascuna ma il regolamento FIM non era chiaro e gli organizzatori britannici decisero che la classifica finale fosse stilata per somma dei tempi delle due frazioni e non per singola corsa com’è sempre avvenuto dopo. Eccetto che a Le Mans, sempre nel 1988, quando la Superbike fece una manche unica. In quella occasione Marco Lucchinelli scattò in pole nella gara vinta bagnata che registrò il primo successo iridato di Fabrizio Pirovano.

 

DUELLO – Davide Tardozzi, ufficiale Bimota, vinse di misura la prima gara davanti a Marco Lucchinelli e a Joey Dunlop, asso delle gare su strada e pilota ufficiale Honda Britain. Ma fu un successo inutile: all’ultimo giro della seconda frazione Tardozzi cadde mentre duellava con Lucchinelli. Se fosse stato assegnato punteggio come oggi Tardozzi a fine stagione sarebbe stato campione del Mondo. Il titolo invece andò al californiano Fred Merkel, con la Honda gestita da Oscar Rumi.

BIMOTA – La moto riminese utilizzava il motore quattro cilindri Yamaha 750 modificato con l’adozione dell’iniezione elettronica. Il reparto corse Bimota era guidato dall’ingegnere Federico Martini ed aveva allestito un sofisticato software che attraverso un dispositivo chiamato “Multibim” dava la possibilità di cambiare cinque mappe diverse durante la gara. L’elettronica ai tempi era allo stato embrionale e la Bimota, pur velocissima, spesso aveva problemi che finirono per costarle il titolo. Martini adesso lavora in Aprilia ed é direttore tecnico del settore sviluppo e prodotto.

PADDOCK –  Non c’erano aree ospitalità, né VIP lounge. I meccanici all’ora di pranzo mangiavano un panino o il cartoccio di fries comprate al chiosco appena fuori il cancello. A sera le squadre si arrangiavano con cucine improvvisate e alla vigilia Tardozzi rischiò di bruciarsi tentando di accendere il barbecue, tra la disperazione dei vertici Bimota convinti che non sarebbe riuscito a correre per le ustioni. Sabato sera Marco Melandri siederà nel comodo e elegante ristorante della Bmw scegliendo tra una quindicina di portate diverse. Cucinate da chef professionisti…

VOLI – Quella volta volai da Bologna a Londra, spendendo 500.000 mila lire andata e ritorno. Secondo le tabelle ABI (Associazione Banche Italiane) oggi sarebbero più o meno 513 €. Lo stesso biglietto, con i low cost, adesso costa 70-80 €.

COPERTINA – Il nuovo Mondiale nasceva tra lo scetticismo generale. Per gli appassionati “Superbike” evocava competizioni esotiche in America e Australia, gli altri facevano confusione con la Mountain Bike. Il Motomondiale prendeva tutto lo spazio e pochissimi erano convinti che la Superbike avrebbe sfondato. Motosprint dedicò al debutto di Donington appena cinque pagine e soltanto la vittoria di Lucchinelli “costrinse” il direttore ad impegnare la copertina.

STORIA – Un anno fa in occasione di questo round la Gazzetta annunciò in anteprima lo sbarco tv sulle reti Mediaset mentre negli uffici a fianco della sala stampa si consumava la rottura definitiva tra Flammini e Bridgepoint che avrebbe portato alla rivoluzione Dorna. Nel 1988 la Superbike era gestita da una societa americana che si chiamava SMC. Faceva capo ad un certo Steve McLaughlin, che si dichiarava milionario. A parole: al via del Mondiale 1989,  sempre su questo tracciato, la società oberata di debiti neanche si presentò.  Il Mondiale rischiò di naufragare ma spuntò  Maurizio Flammini che in pochi anni ne fece un fenomeno sportivo. Nel bene e nel male Donington è da sempre nel destino.

Il video d’epoca del finale di Donington 1988:   http://www.youtube.com/watch?v=EN7byPSR0yU

8 commenti

AlfonsoGaluba
11:06, 5 giugno 2013

Ciao David, volevo complimentarmi per il tuo sito. Lo consulto spesso, sei molto bravo. Anche io sono attirato dalla storia del mondiale SBK negli anni 1988-1997. Anche io tempo fà gli chiesi informazioni sulle distinte di gara e lui mi ha detto di fare riferimento al sito forix.autosport.com, dove (a pagamento) si trovano tante informazioni sul mondiale SBK ma non le distinte ufficiali.

Su Di Pillo che parla di Falappa, spesso lo esalta in maniera esagerata ma è il modo simpatico di proporsi di Di pillo, molte cose sono: ”di poco vere” diciamo così. 🙂

AlfonsoGaluba
10:05, 23 maggio 2013

Visto che gli aneddoti sulle annate storiche del mondiale Superbike sono tanti e lei, sig. Gozzi, è uno dei pochi giornalisti ad aver seguito tutte le annate, perchè non pubblica (una volta la settimana) un suo resoconto sulle stagioni del mondiale SBK partendo dal 1988. Io ricordo la protesta dei piloti a Mosport nel 1991 (quando non corse nessuno e vinsero due piloti sconosciuti) o la protesta di città del messico del 1993 con Presciutti che faceva i giochi con le carte a tutti i piloti sulla griglia di partenza (si rifiutarono di correre perchè sul circuito si introducevano dei cani randagi). Le sue testimonianze (sicuramente migluiori delle mie) sarebbero grandiose per me.

AlfonsoGaluba
1:05, 22 maggio 2013

Bellissimi ricordi. Sig. Gozzi, io ricordo anche che la Bimota (per il discorso della sommatoria dei tempi) fece riclamo dopo la gara ed anche nelle sedi FIM. Se non ricordo male la gara unica a Le Mans in francia la vinse Fabrizio Pirovano, non Lucchinelli.
http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_Superbike_1988

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