“Che sportellate!” Marco Melandri racconta com’è vincere in auto

7 settembre 2015 - 14:10

Credevo fosse una garetta soft ma dopo tre giri non avevo più gli specchietti e il cerchio destro era in pezzi. Così ho dovuto cambiare mentalità…” Com'è bello tornare pilota, almeno per un week end. Fermo da oltre due mesi, Marco Melandri è tornato in pista al Mugello, la culla italiana della MotoGP. Però stavolta le moto non c'erano. L'ex iridato della 250 è salito a bordo della Lotus Elise sbancando al debutto la serie italiana. Okay, non era la F1, ma vincere fa sempre bene al morale. Per qualche ora Marco ha dimenticato i sei mesi di frustrazioni MotoGP, la rottura con l'Aprilia a metà campionato e soprattutto quel Mondiale Superbike che poteva vincere se Noale gli avesse dato retta. In attesa di farci sapere se e dove correrà nel 2016 Melandri racconta la sua esperienza a Inside Superbike.

GIOCATTOLO – “Non era la prima volta che correvo in auto, andai forte anche nel 2009 nella Speed Car Series a Dubai. Quella volta c'erano piloti di F1 come Gianni Morbidelli e Johnny Herbert, ero in testa ma si ruppe il cambio. Perchè la Lotus? Beh, la Elise è stato il mio sogno di quando ero bambino. La ritengo l'auto stradale più racing di qualunque altra. Avevo fatto un breve test un mese fa, tanto per capire dove fossero i comandi, poi sono andato al Mugello. Girarci con la macchina è completamente diverso che in moto, sembra un'altra pista. Però è comunque emozionante, facile per niente. Con la Lotus si gira in circa due minuti (contro 1'47”639 record MotoGP di Marquez, ndr) ma anche con quattro ruote è assai tecnica. Uno spettacolo.”

SPORTELLATE – “Ho saltato le prove del venerdì per un problema tecnico ma nella qualifica ho strappato un ottimo secondo tempo. Ero davvero felice, non ero più abituato a presentarmi in griglia senza nessuno davanti… Chissà perchè sono entrato nell'abitacolo con l'idea che non fossero avversari così bellicosi. Invece i primi giri sono stati una mattanza: via gli specchietti, erano sportellate pazzesche in ogni curva. Così ho cambiato atteggiamento, ci ho dato dentro pure io. Eccome. In gara-1 ero risalito fino al secondo posto ma la macchina mi ha mollato. Non ci crederete, ma non mi sono arrabbiato neanche un po'. Dopo tutto avevo fatto quasi tutti i giri previsti, mi ero divertito tantissimo. Nella sfida del pomeriggio sono partito all'assalto e sono riuscito a vincere. Ho ritrovato il podio, al Mugello. Bello. Okay, non era una gara così titolata però tornare lassù è sempre bello, ti fa stare bene. Ti dà confidenza.”

E ADESSO?“Noi motociclisti pensiamo che i piloti d'auto siano tutti dei riccastri un po' snob. Invece ho scoperto un mondo diverso, ci sono anche  dei ragazzini di neanche vent'anni col piede pesante. Come Dario Orsini (pisano 19enne vincitore di gara1, ndr) e Stefano Pasotti. Altro che fighetti, questi due sono velocissimi e affamati. Ho trovato pane per i miei denti. Forse correrò di nuovo in Lotus Cup Italia nel prossimo round di Imola (11 ottobre, ndr), l'ultimo della serie. Si è divertita anche mia Manuela ma ancora di più la piccola Martina (la figlia di 14 mesi, ndr) che ha zampettato per due giorni nel paddock, salutando tutti!”

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4 commenti

Member_49375
11:09, 9 settembre 2015

Abito in zona e essendo 10 mesi che non vedevo correre Marco (visto che nello spezzone in Motogp al limite si poteva leggere i cronometrici) avevo voglia di vederlo in pista, anche se su quattro ruote. è stato interessante anche perché il Mugello in occasioni come questa permette certe cose inimmaginabili quando fa tappa il motomondiale. Entrare con la macchina dal Palagio, godersi la pista dall’alto, farsi una camminata gratis verso la San Donato a vedere il punto di staccata… Poi tra gara 1 e gara 2 ho fatto il biglietto per entrare nel paddock (10€) e sono andato a cercare Marco, con cui nel 2010 ho avuto modo di passare un fine settimana. è stato bello, ma non perché io avessi privilegi particolari, ma perché si poteva osservarlo nella preparazione della gara, guardare tutti i vari movimenti, come pulire il casco, etc… sono andato in tribuna centrale a guardarlo vincere gara 2, in quella posizione in cui vedi la pista dall’uscita del Correntaio fino a gran parte del rettilineo dall’altro lato. Le telecamere di servizio permettavano di seguire la corsa del gruppetto di testa anche negli altri punti della pista ed è stato bello vedere Marco rimontare, battagliare e vincere. poi sono andato sotto il podio a sentire l’inno di Mameli e finito quello mi son fatto una foto con Marco, spumante e coppa!

Adesso lo aspetto protagonista di un’alba ruggente a Phillip Island 2016, non vedo l’ora, intanto non vedo l’ora che firmi un contratto con una squadra competitiva…

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