Caso Ducati: Il Tas potrebbe ribaltare tutto ma…

Caso Ducati: la FIM ha assolto se stessa. Che succederebbe se Honda, Aprilia, KTM e Suzuki si rivolgessero al TAS?

27 marzo 2019 - 11:09

Era evidente che la corte d’Appello della Federazione Motociclistica Internazionale non avrebbe mai sconfessato l’operato di…se stessa (qui il comunicato). Dichiarare illegale lo spoiler Ducati significava ammettere che Danny Aldridge, delegato tecnico MotoGP, aveva combinato un grave pasticcio. E che il primo organo giudicante della top class aveva sbagliato a non accettare  la protesta  presentata subito dopo il GP Qatar da Honda, Aprilia, KTM e Suzuki. In una parola: la condanna Ducati avrebbe distrutto la credibilità di gran parte della filiera di controllo (tecnico e giuridico) della categoria più importante del motociclimo. La Corte d’Appello FIM quindi non ha assolto la Ducati, ma la FIM stessa.

Finirà tutto così?

Le voci che arrivano dal paddock lascerebbero pensare che tutto finirà così. Cioè che le quattro Case sconfitte in giudizio, non ricorreranno al Tribunale Arbitrale dello Sport. Significa, in sostanza, che sotto sotto c’è chi ha manovrato per indurre i reclamanti (cioè le divisioni racing di quattro colossi industriali…) a fermarsi qua e a non incrinare ulteriormente la basi su cui poggia l’intera catena di controllo politico e tecnico della MotoGP. “Sotto sotto” ovviamente c’è Dorna, che dovrebbe essere “solo” il gestore dei diritti TV e del marketing, ma è in realtà il plenipotenziario della gestione del motociclismo Mondiale. Il principale referente Dorna non è la FIM, che viene messa in mezzo solo quando serve, bensì la MSMA (Motorcycle Sport Manufactures Association), cioè l’ente che raggruppa le Case impegnate nelle corse. L’interesse Dorna è che MSMA non si spacchi, per questo Carmelo Ezpeleta ha cercato (forse riuscendovi?) di mettere insieme i cocci. Finirla qui è fondamentale per non pregiudicare ulteriormente un clima ormai avvelenato. Se invece qualcuno ricorrerà al TAS, l’affare si complica. Moltissimo…

Danny Aldridge resta al suo posto?

Il TAS infatti è un tribunale indipendente, che giudicherebbe in base alle evidenze, senza preoccuparsi dei giochi politici che stanno dietro alla vicenda dello spoiler. Se è vero quanto affermato da Massimo Rivola, AD Aprilia, ci sarebbe intanto da chiarire perchè Danny Aldridge abbia bocciato il deflettore proposto dagli ingegneri di Noale, salvo approvare quello poi introdotto dalla Ducati. E’andata davvero come sostiene Rivola? In caso affermativo, com’è possibile che Aldridge sia ancora al suo posto?

Dov’è il dispositivo della sentenza?

Il comunicato rilasciato dall’ufficio stampa FIM ha omesso il dispositivo della sentenza e non presenta neanche una riga sulle motivazioni tecniche che hanno portato tre giudici  a considerare legale il deflettore Ducati, autorizzandone l’uso anche nel prossimo GP in Argentina. E’ ipotizzabile che il dispositivo dei giudici, in forma dettagliata, sia stato consegnato al convenuto (cioè la Ducati) e agli attori (KTM, Honda, Suzuki e Aprilia). Altrimenti su quali basi possono, entro cinque giorni, adire al TAS? Perchè osservazioni e testimonianze tecniche portate dagli attori sono state rigettate? Per noi pubblico resta (resterà?) un mistero…

Quale contropartita?

Il Caso Ducati  sarebbe tutt’altro che chiuso. KTM, Honda, Suzuki e in particolare Aprilia ci hanno messo la faccia, e hanno già perso due gradi di giudizio. Ricorrere al TAS, terzo e ultimo grado, sarebbe non solo comprensibile, ma scontato. A meno che, sotto sotto, Don Carmelo non sia riuscito a far valere la ragione di Stato. A questo punto però viene spontanea un’altra domanda. Se i reclamanti sono stati “convinti” ad abbozzarla qui, cos’hanno ottenuto in cambio?

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