Casey Stoner, il rientro da un milione di dollari

24 luglio 2015 - 6:32

Un milione di dollari: è quanto intascherebbe Casey Stoner vincendo la 8 Ore di Suzuka. Il conto è presto fatto: 750 mila tra ingaggio, bonus Honda e sponsor personali, più 250 mila di premio d'arrivo. Sarebbe un rientro pagato a peso d'oro per l'australiano due volte Mondiale della MotoGP. Ma sbancare Suzuka ben 987 giorni dall'ultimo show a Valencia 2012 non è affatto scontato. La 8 Ore è piena di insidie, pericoli e colpi di scena. Stoner dovrà fare i fare i conti con una Yamaha tornata ambiziosissima. Sempre lei, come al tempo dei feroci duelli contro Valentino Rossi.

OCCASIONE – I costruttori giapponesi fanno pazzie per ben figurare in questa classica giunta alla 38° edizione. Il periodo d'oro è stato negli anni '80-90 quando, attratti da ingaggi a parecchi zeri, gli assi del Motomondiale non si facevano pregare. Adesso gli organizzatori (cioè la stessa Honda…) stanno investendo per riportarla in auge dopo un decennio di appanamento: la scorsa edizione ha fatto 75 mila spettatori, 30% in più della MotoGP a Motegi. Per i piloti la 8 Ore può diventare l'occasione della vita. Dajiro Katoh, pupillo HRC,  sbancò l'edizione 2000 e quella sera stessa si regalò una Porsche. Al pomeriggio aveva battuto Valentino Rossi, compagno di marca, affondato da una caduta. Katoh morì sulla stessa pista tre anni più tardi, sbattendo contro un muro durante il GP della MotoGP. Stoner sa che vincere all'esordio è difficile, quasi impossibile. Vale dovette tornare l'anno successivo e non dette scampo. Ovviamente intascando una fortuna.

NO ONE MAN SHOW – Serve esperienza perchè entrare nel meccanismo e nella mentalità della 8 Ore è un'impresa improba, specie  per fuoriclasse del calibro di Stoner abituati ad avere il destino nelle proprie mani. Qui si vince di squadra, non è un one man show come i GP. Casey dividerà la Honda CBR-RRW (ufficiale HRC) con il 22enne olandese Michael van der Mark, iridato Supersport, e lo specialista Takumi Takahashi, 28. Compagni affidabili: hanno vinto le ultime due edizioni. Ma i problemi non mancano: Casey non arriva a 170 cm, vd Mark è un ragazzone da 184 cm. La posizione di guida è stata adattata all'olandese, perchè se manubrio, sella e altezza pedene fossero state ideali per Stoner lui non ci sarebbe entrato. L'australiano ci starà largo e si dovrà arrangiare.  Alla Honda non interessa che Stoner faccia il fenomeno ma che i tre tengano un ritmo veloce e costante. Questa è la teoria. In pratica Casey dovrà ritrovare tutto il suo talento per battere la Yamaha che ha alzato l'asticella con la nuovissima YZF-R1.

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