Bautista-Rea è un duello stellare, ecco perchè

Bautista-Rea, ecco il duello stellare che aspettavamo da anni. In Thailandia, l'ottobre scorso, Bautista ha pagato sei secondi a Marquez. Battendo Petrucci....

15 marzo 2019 - 16:44

Sui social girano sentenze prive di fondamento tecnico. Come questa: “Basta un medio calibro della MotoGP per fare il fenomeno in Superbike”. Alvaro Bautista sarebbe un “medio calibro”? Niente di più sbagliato. Lo spagnolo è un signor pilota. Che in top class avrebbe potuto dire (molto) la sua, se avesse trovato la moto per i suoi denti. Abbiamo citato più volte il quarto posto di Phillip Island 2018, sulla Ducati GP18 lasciata libera dall’infortunato Jorge Lorenzo. Dopo aver compiuto dieci giri al comando del GP, davanti al mostro sacro e Marc Marquez e al titolare Andrea Dovizioso, tanto per dire. (Qui cronaca e tempi del venerdi)

Il precedente in Thailandia

La gara precedente, a Buriram, Alvaro Bautista l’aveva disputata con la Ducati GP17 del team Angel Nieto. Una moto non aggiornata, gestita da un team cliente. In quella circostanza lo spagnolo aveva fatto ottavo, ma a soli 6″691 dal vincitore…Marc Marquez. E poco meno da Andrea Dovizioso, con la Ducati GP18, battuto in volata. Poco più di sei secondi da Marquez, in evidente inferiorità tecnica e di gestione, vi sembrano tanti o pochi? A me sembra niente… Non bastasse, sempre nel GP di Thailandia di ottobre scorso Bautista aveva messo dietro Danilo Petrucci, con la moto ufficiale di Pramac.

Ci vorrà un super Rea

Nel motociclismo moderno ci sono piloti fortissimi che per un motivo o per l’altro finisco ai margini dei giochi che contano. Bautista è uno di questi. Luigi Dall’Igna, ingegnere veneto con l’occhio lungo, sapeva che questo piccolo spagnolo (56 chili!) merita molto di più di quanto non gli attribuisca il jet set da corsa. Lanciato nella mischia Superbike, Bautista sta nascondendo i prevedibili problemi di gioventù della Ducati V4R. Senza di lui la Rossa non avrebbe sbancato Phillip Island e avremmo commentato un Mondiale completamente diverso. Alvaro sta spingendo Jonathan Rea vicino ai suoi limiti, che nei quattro anni precedenti non si era mai capito bene quali fossero. Mancavano avversari all’altezza. Adesso, con Bautista, il Cannibale ha pane per i suoi denti e la Superbike 2019 proporrà un confronto stellare. Restano 36 gare, da qui ad ottobre l’adrenalina scorrerà a fiumi.

1 commento

Ringhietto
14:52, 15 marzo 2019

Concordo in pieno con lei ma in Italia sono tutti ex piloti, ex ingegneri, ex tecnici, ex campioni del mondo di bocce…

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