Aprilia, la vera festa sarebbe tornare in Superbike

Aprilia fa festa al Mugello presentando la RSV4 X, il missile anti Ducati V4R. Adesso tornare in Superbike diventa imprescindibile

24 marzo 2019 - 9:28

Aprilia festeggia al Mugello e presenta una moto da sogno: la RSV4 1100 X, 225 cavalli per 165 chili di peso (dettagli qui). Adotta varie soluzioni di estrazione MotoGP, come il cambio che ha la folle sotto la prima marcia. Tutti i particolari sono di straordinaria eccellenza: telaio, sospensioni, freni. Una meraviglia, portata in pista al Mugello da Max Biaggi (foto d’apertura). E’ la risposta alla Ducati V4R. Ma la vera, autentica sfida sarebbe tornare a sfidare la Rossa sulle piste del Mondiale Superbike.

Adesso la moto c’è

Basterebbe ridurre la cilindrata a 1000, esattamente come ha fatto la Ducati che commercializza la V4R stradale con motore 1100 e ha prodotto una serie speciale di cubatura piena per rientrare nei limiti Superbike. Il peso non è un problema, visto che nel Mondiale il limite è 168 chili. Della X presentata al Mugello ne verranno prodotti solo dieci esemplari, per l’omologazione ne servirebbero 125 pronte al momento dell’ispezione dei commissari FIM, 250 entro il 31 dicembre dell’anno di omologazione e 500 (in totale) entro il dicembre successivo.

Spiegate al capo che…

…Rientrare in Superbike non è solo un’opportunità, ma anche un obbligo per un’azienda che ha collezionato 54 titoli Mondiali. Roberto Colaninno, capo del Gruppo Piaggio, si ostina a ritenere che l’impegno in MotoGP basti a dare prestigio al marchio. E’ un grave errore di prospettiva. Perchè altrimenti non si spiega perchè gli altri grandi Costruttori corrano anche in Superbike. Colaninno deve chiedersi perchè la Ducati abbia progettato la V4R per tornare a conquistare il Mondiale Superbike che le manca dal 2011. E domandarsi perchè Honda HRC abbia deciso di rientrare nella mischia, pur non avendo – ad oggi – neanche la moto. Perfino BMW, un gigante della produzione ma senza tradizione sportiva top level, ha capito che la Superbike è una piattaforma insostituibile per sostenere prestigio e vendite. Anche chi già stravince in MotoGP (vedi Ducati e Honda) è super impegnato in Superbike. Perchè i vertici Aprilia si ostinino a non prendere atto dell’evidenza, resta un mistero.

Le vecchie glorie non bastano

Aprilia ha portato al Mugello diecimila appassionati ma è stata una celebrazione un po’ retrò. I protagonisti sono stati  campioni una volta, artefici di  trionfi dal ricordo sbiadito. In realtà, dal punto di vista sportivo, ci sarebbe ben poco da festeggiare. L’ultima vittoria Mondiale di Aprilia risale all’ottobre 2015, con Leon Haslam, manco a dirlo… nella Superbike in Qatar. Un marchio dal lignaggio così alto non può stare tanto a lungo a secco. Sarà  difficile, nell’immediato, che le decine di milioni impegnate in MotoGP servano a rompere il digiuno. “Nel 2020 saremo da podio” ha detto il direttore tecnico Romano Albesiano. Ad oggi l’obiettivo è la sfida con KTM per evitare l’ultimo posto in classifica.

Massimo Rivola darà la svolta?

Sono anni che gli appassionati (cioè, in sostanza, il “mercato”) si domandano perchè Aprilia non corra in Superbike. Con una squadra vera e un impegno vero, non tanto per fare come di recente. Il nuovo amministratore delegato di Aprilia Racing, Massimo Rivola, è un motociclistica praticante,  da supersportiva. Viene dalla F1, è un manager navigato e di mentalità aperta. Rivola ha probabilmente il potere operativo per far cambiare rotta alle strategie sportive di Noale. Non si tratterebbe di rinunciare allo sforzo MotoGP, ma di integrarlo. Se Aprilia ha le risorse per sfornare meraviglie come la RSV4 X, perchè non può essere altrettanto in grado di rilanciare il marchio anche in Superbike? I conti Piaggio vanno bene, i soldi non mancano. La visione, quella si.

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