Andrea Dovizioso ha vinto ma nessuno ha perso

Quella notte che... Dovi e la Ducati hanno trionfato, ma nessuno ha perso. E' il bello della MotoGP di questi tempi moderni

10 marzo 2019 - 20:31

La Ducati viaggia a punteggio pieno su tutti i fronti. Andrea Dovizioso zittisce Marc Marquez all’ultima curva, e al resto ci pensa l’impressionante cavalleria della GP19 (qui cronaca e classifica). Due settimane prima la stessa Rossa aveva sbaragliato la partenza Superbike con Alvaro Bautista autore di una tripletta che ha un pò stordito lo spauracchio Jonathan Rea. Quattro gare, quattro vittorie Ducati. Poker.

Un gustro strano

La partenza MotoGP ha lasciato un gusto strano. Dovizioso e la Ducati hanno vinto, ma nessuno ha perso. Si, proprio così. Nella notte del Qatar è mancato il pathos dello sconfitto, ovvero il nodo drammaturgico su cui ruota qualunque storia. Non ha perso Marc Marquez, che in Qatar  è abituato a leccarsi le ferite in Qatar (un solo successo sette GP) ma poi vince i Mondiali con settimane d’anticipo. Salendo sull’areo che lo riporterà in Catalogna, il Re penserà con desiderio alle prossime due (Argentina il 31 marzo, Texas il 14 aprile), due tracciati su cui può ribaltare l’inerzia. Per la Ducati è come aver vinto in “casa”, per giocarsi il Mondiale Dovizioso dovrà vincere in “trasferta”, cioè anche nelle tane di MM93. Che, per incisivo, è già in formissima nonostante l’inverno in convalescenza. Senza contare i progressi tecnici di una Honda che ha portato sul podio anche Cal Crutchlow.

Nessuno ha perso

Non ha perso la Suzuki, che se l’è giocata fin quasi alla fine, sfiorando il podio. Bravo Alex Rins, magari la prossima volta potrà andare ancora meglio. La prossima quando? Boh.  Non ha perso neanche Valentino Rossi, che partito dallo spronfondo della griglia ha portato a casa un quinto posto insperato e soprattutto l’onirifico ma importantissimo riconoscimento di pilota Yamaha meglio piazzato in classifica. Come dire: Maverick Vinales è un razzo in qualifica, ma quando conta se non ci pensa il vecchietto…

Tre-giri-tre

Il Qatar sarà piaciuto tantissimo ai tifosi di Dovi e della Ducati. E’ stata una di quelle gare che piacciono al promoter e alle TV: gruppo compatto fino alla fine e tre giri di grande intensità per vedere chi vince. Il limite, nel motociclismo di oggi, sono le gomme. Che peggio sono e più livellano il pacchetto, perchè chi potrebbe fare la differenza teme di rovinarle prima del tempo. Così nessuno spinge, fino ai fatidici tre giri in fondo. Tanto varrebbe fare tre giri di Piazza, come al Palio. Ma non ci starebbero tutti gli spot.

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