Adesso tocca alla Supersport

21 giugno 2013 - 10:31

Dopo la Superbike anche il regolamento Supersport verrà radicalmente ristrutturato con effetto 2014. La categoria cadetta adotterà le stesse norme della Superstock 600 che verrà cancellata.

L’idea della Dorna, subentrata a Flammini otto mesi fa, è organizzare il Mondiale delle derivate dalla serie ad immagine e somiglianza della MotoGP. Ovviamente salvaguardandone le peculiarità perchè mercato, pubblico e interessi sono completamente diversi.

 

Dopo aver messo le mani sul regolamento Superbike, introducendo il price cap per la moto completa, contingentamento dei motori utilizzabili nell’arco della stagione e restrizioni di prezzo per sospensioni e freni, la Dorna vuole che anche la Supersport faccia un deciso salto indietro. Una mossa decisamente opportuna perchè  l’attuale regolamento, pur  già abbastanza restrittivo, ha alcune zone d’ombra sulle quali Marche e Team ufficiali speculano. Facendo aumentare i costi e allargando il divario coi privati. Nel mirino della Dorna ci sono elettronica e sospensioni. Nella Supersport attuale non ci sono vincoli all’elettronica e il monoammortizzatore è libero. La forcella deve mantenere gli steli originali ma i componenti interni sono liberi. Nella Superstock 600 invece l’elettronica è stradale. Oltre a ridurre i costi e livellare le prestazioni la nuova regolamentazione spingerà i top team della categoria ad impegnarsi nella  Superbike che ha bisogno di rimpolpare lo schieramento.

Dalla prossima stagione ci saranno dunque tre categorie integrate tra di loro: il top (Superbike), la categoria propedeutica (Supersport) e la serie d’accesso (Superstock 1000). Quest’ultima categoria sopravvive per  espressa richiesta di alcune Case (Ducati e Bmw), ma probabilmente con limite d’età ridotto a 22 anni, contro i 26 attuali. Ma in futuro (2015?)  potrebbe lasciare il posto ad  una serie riservata alle stradali di piccola cilindrata (da 250 a 400 cc) che ancora non hanno avuto grande successo commerciale in Europa ma sono molto diffuse in altre aree, Asia e Sud America su tutte. Proprio quelle che interessano di più al promoter spagnolo.

A completare il programma ci sarà una formula d’accesso per baby piloti sull’impronta dell’attuale European Junior Cup, riservata ai piloti 14-17 anni e omologa della Red Bull Cup che si corre in concomitanza con parecchi round della MotoGP.

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