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Remy Gardner: “GP senza tifosi? In gara non guardi gli spalti…”

Remy Gardner parla della pausa forzata, della Moto2, ma anche del suo futuro. L'obiettivo è approdare in MotoGP nel 2021.

27 aprile 2020 - 7:40

Remy Gardner aveva iniziato il 2020 con un obiettivo ben preciso in mente: la MotoGP l’anno successivo. Dopo il 5° posto all’esordio stagionale in Qatar però ecco lo stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria. Servono risultati in Moto2, ma col Mondiale fermo non è possibile mettersi in evidenza e puntare al passaggio di categoria. Nell’attesa ci si organizza in maniera differente in casa, ma non manca qualche ipotesi per la ripartenza, come ad esempio gare da fine luglio ed a porte chiuse.

Come i colleghi, anche il figlio d’arte ripiega su qualche attività in casa per mantenersi in forma. Ricordiamo che il pilota australiano vive in Spagna, poco lontano da Barcellona “Mi muovo in cyclette, ma ho anche un piccolo giardino. Sono riuscito a creare qualche piccolo ostacolo e mi alleno in bici. I vicini non sono molto contenti” ha raccontato ridendo in un’intervista a Speedweek. In attesa di sapere che ne sarà della stagione 2020. “Dorna sta facendo un buon lavoro, ma sono tempi difficili. Tutto dipende dalle restrizioni nei vari paesi.”

Una lunga pausa che può influire anche sul rendimento dei piloti. “Alcuni avranno qualche problema in più, altri si adatteranno di nuovo più velocemente. Nelle prime gare vedremmo una situazione molto diversa finché non si torna in carreggiata.” Ma non mancano pensieri in ottica futura: come detto, Gardner punta alla categoria regina. “Le cose si stanno muovendo. La mia squadra lo sa: non voglio più rimanere in Moto2, voglio salire in MotoGP. Mi sento pronto per questo.”

Quando gli si prospetta l’ipotesi di rimanere nella classe di mezzo, alla ricerca di qualche risultato di rilievo, il pilota SAG Team cita Fabio Quartararo. “Dimostra qual è il livello in Moto2. Sei o sette ragazzi potrebbero entrare in MotoGP e fare subito bene. Certo, alcuni più di altri: dobbiamo considerare anche lo stile di guida, la corporatura, cose del genere.” Una moto per l’ipotetico passaggio? “Ogni rookie vorrebbe la Yamaha Petronas” ha risposto ridendo. “Ma tutti i costruttori MotoGP sono competitivi, sarebbe un sogno approdare in quella categoria.”

Tornando poi alle varie ipotesi per il 2020, “Dorna prenderà una decisione responsabile. Faranno tutto il possibile per cominciare. Amano questo sport e vogliono organizzare eventi per i fan.” Tifosi che però potrebbero non comparire sugli spalti in caso di gare a porte chiuse. Sarebbe un problema? “Certo che no” è la risposta. “Certo, mi mancherebbero, così come le persone nel paddock. Alla fine però dobbiamo pensare al nostro lavoro. E una volta che sei in moto non te ne accorgi, non hai tempo di guardare gli spalti fino alla fine della gara.”

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