MotoGP, Valentino Rossi e Matteo Flamigni

Valentino Rossi, Yamaha e Petronas discutono il trasferimento

Yamaha e Petronas hanno avviato i colloqui per il trasferimento di Valentino Rossi nella stagione MotoGP 2021. Incognite sul destino del team VR46.

9 maggio 2020 - 7:50

I primi colloqui tra Razlan Razali e Yamaha per discutere la firma di Valentino Rossi sono avviati. La stagione MotoGP 2021 inizia a delinearsi anche per la scuderia malese. Ad annunciarlo è il team principal del team Petronas SRT ad Autosport, che ha confermato di avere già discusso con la casa di Iwata. Restano da affinare i dettagli, ma non è previsto nessuno intoppo nella firma. Resta da capire se sarà un rinnovo annuale o biennale, anche se l’ipotesi più probabile è la prima con una opzione sul 2022. Sebbene qualche altra fonte italiana sia pronta a scommettere direttamente su un contratto biennale.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

A Razlan Razali piace l’idea del binomio Franco Morbidelli e Valentino Rossi, l’allievo e il maestro, una mossa dai sicuri risvolti commerciali. “Abbiamo incontrato Yamaha e conosciamo già la loro proposta. Ma ora dobbiamo sederci con tutte le parti e iniziare a trattare i dettagli. Non è stato ancora fatto. Finora abbiamo analizzato problemi tecnici“. La certezza è che avrà a disposizione una YZR-M1 factory simile a quella di Vinales e Quartararo. “Non dobbiamo dimenticare che Valentino dovrebbe essere abbinato ai nostri sponsor. Dobbiamo bilanciare l’esborso dell’assunzione per un solo anno e vedere cosa possiamo ottenere in cambio, che si tratti di prestazioni in pista o di risultati. È chiaro che avremo vantaggi in termini commerciali e che avere Valentino è un grande valore. Al momento, tutto sembra a posto, ma dobbiamo iniziare ad analizzare i dettagli“.

IL TEAM DEL DOTTORE

Resta da chiarire quali e quanti tecnici porterà con sé dal team ufficiale nella stagione MotoGP 2020. Petronas SRT non vuole rivoluzionare il suo personale che attualmente lavora con Fabio Quartararo. Ci saranno sicuramente dei passaggi fra team satellite e ufficiale. Probabile che Valentino Rossi chiederà di portare con sé il neo arrivato David Munoz, il fedelissimo telemetrista Matteo Flamigni e il meccanico Alex Briggs. Più incerto il destino del belga Bernard Ansiau, dello statunitense Mark Robert Elder e dell’australiano Brent Stephens. “Normalmente, quando un pilota arriva in una fabbrica, porta con sé gli elementi dell’equipaggiamento con cui si trova più comodo“, ha aggiunto Razlan Razali. “Abbiamo chiarito a Yamaha che in Petronas abbiamo i nostri team tecnici e preferiamo non smantellare quella struttura. Sicuramente solo due o tre dei tecnici di Rossi si unirebbero a lui, ma dobbiamo ancora parlargli“.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Quartararo: “Rossi e Lorenzo i miei modelli”

motogp

Elvio Deganello, ancora grave l’ingegnere Suzuki MotoGP dopo l’incidente MX

MotoGP, Jack Miller

MotoGP, Jack Miller: “Grazie Pramac, ma il 2020 non è ancora finito”