Valentino Rossi

Valentino Rossi “vecchio lupo”: il metodo Munoz per preservare la leadership

Valentino Rossi promuove l'esordio di David Munoz a Valencia. L'ingresso del capotecnico spagnolo lascia pensare alla fumata bianca sul suo rinnovo.

23 novembre 2019 - 9:10

Valentino Rossi e David Munoz, buona la prima nei test MotoGP. Il nuovo capotecnico ha fatto subito una buona impressione all’interno del box VR46. Scoccata la scintilla, sarà adesso importante proseguire un cammino a breve o a medio termine, a seconda dei risultati e delle situazioni che verranno a crearsi da qui alla prossima primavera. Non solo una questione di velocità, ma il futuro del Dottore dipenderà in parte anche dalle scelte di Maverick Vinales. Se resterà con la scuderia di Iwata si potrebbe aprire un “contenzioso” a tre insieme a Fabio Quartararo e qualche equilibrio potrebbe saltare.

IL DOTTORE E LA FUMATA BIANCA (O NERA)

Perché se da un lato Valentino Rossi non vince dal GP di Assen 2017, se quest’anno ha conquistato appena due podi e solo due prime file, è pur vero che non tutte le colpe sono da addebitare al pesarese. Delle ultime 50 gare Vinales ne ha vinte appena tre, di cui due nel 2019. Sui social, ambiente dalle facili critiche, sono ormai in tanti a chiedere il suo ritiro, compresa una buona parte dei suoi fan. Ma pensare che il Dottore ascolti le opinioni dei suoi tifosi sarebbe palesemente errato. Il motociclismo è uno sport egoista, appenderà il casco al chiodo solo quando lo crederà opportuno e convenevole. Ritirarsi per fare posto a qualcuno? Non converrebbe neppure a Yamaha, dal momento che vende più moto di Fabio e Maverick messi insieme.

La classe MotoGP è un po’ come un branco di lupi, dove si attende che il capo branco diventi vecchio per sopraffarlo e prenderne il suo posto. Ci sta provando Marc Marquez a suon di vittorie, ma in merito a carisma e seguito resta ancora secondo. Valentino Rossi lontano dal Mondiale farebbe comodo a molti piloti, ma non al “pacchetto Dorna”. E una volpe astuta come Carmelo Ezpeleta ne è ben consapevole con la sua longa manus che tutto può o quasi. In conclusione: l’addio o il prolungamento di contratto dipenderà solo ed esclusivamente dal volere del Dottore.

IL METODO MUNOZ

Nell’attesa della fumata bianca (o nera) al campione di Tavullia non resta che trovare il giusto feeling con la nuova M1, a cominciare dal prossimo turno a Jerez. Non ci sarà tempo per ulteriori evoluzioni di motore, ma da qui a Sepang c’è modo di limare qualche dettaglio di “contorno”. Il prototipo 2020 è sicuramente un passo avanti rispetto al modello precedente, ma resta da capire quanto sia sostanziosa la progressione di Honda e Ducati. Come ripetuto più volte, la scelta di assumere David Munoz lascia pensare che Valentino Rossi abbia le idee ben chiare sul futuro. “Quest’anno non siamo riusciti a trovare l’impostazione giusta per me, ho sempre avuto problemi. Nel test siamo riusciti a fare dei passi avanti, sono molto soddisfatto“.

Silvano Galbusera ha ceduto le redini del box #46 a David Munoz già nel week-end di gara a Valencia. Prime impressioni sul capotecnico spagnolo? “Mi sono trovato bene, me lo aspettavo già perché lo conosco da tempo. Adesso ci vorrà del tempo per trovare la giusta armonia e conoscere meglio la moto. Dobbiamo lavorare, logicamente l’obiettivo è essere più veloci di quest’anno. Adesso c’è Jerez e vediamo là“.

3 commenti

KARAMELLA
18:39, 23 novembre 2019

Ma QUALE LUPO

lorenzoursan_14190819
14:18, 23 novembre 2019

Per me, ma è soltanto la mia modestissima e misera opinione, questi prendono una facciata di fronte ai risultati in pista l’anno prossimo che neppure se la immaginano….. idem per la schiera di giornalisti ormai piegati e prostrati ad una partigianeria imbarazzante e priva di senso del limite. Ah, contenuti sportivi in questo articolo: zero.

74.studi_882450
14:07, 23 novembre 2019

Mi pare un articolo di parte, nemmeno velata!

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