Valentino Rossi a Phillip Island

Valentino Rossi old generation: “La MotoGP adesso è più difficile”

Valentino Rossi si ritrova a fare i conti con i piloti di "new generation". Dopo 24 stagioni il Dottore vive i cambiamenti irreversibili del tempo.

29 ottobre 2019 - 13:51

Phillip Island non ha portato fortuna a Valentino Rossi, un circuito dove la Yamaha poteva fare la differenza. Se la vittoria resta un affare riservato a Marc Marquez, il podio poteva rappresentare un buon modo per avviarsi ai test di Valencia e Jerez con maggiore ottimismo. A 40 anni di età, dopo 400 GP, il settimo posto in classifica MotoGP può essere consolante. Forse da un nove volte campione del mondo ci si aspetterebbe qualcosa in più, ma il dato inconfutabile è che il Dottore si ritrova a vivere in una generazione non sua.

Finita l’era romantica del Motomondiale, quando la sera prima della gara si andava a dormire tardi e si concludeva con l’alcol, siamo adesso nell’epoca “tecnica”. Sono decisamente cambiate anche le moto e adattarsi non sempre è facile. “Se pensi nel 2001 alla 500cc, la moto è cambiata completamente. Quindi – ha sottolineato Valentino Rossi – prima di tutto devi modificare il tuo stile per portare questa moto al limite“. I prototipi richiedono una maggior preparazione fisica, “il limite è molto più elevato rispetto al 2005… Sai che la prossima generazione è sempre più forte e sono più professionali… Hanno fatto più fatica e hanno una vita perfetta. Mangiano bene, non bevono e vanno a dormire presto. Per modificare la tua vita in MotoGP, devi diventare più un atleta“.

VALENTINO ROSSI ‘OLD’ GENERATION

A guardare la classifica piloti c’è Marc Marquez, l’eroe del momento irraggiungibile per chiunque. Ma sono emblematici i nomi di Vinales e Quartararo, che da tempo hanno un ritmo più solido in sella alla Yamaha M1. Riescono ad adattarsi meglio e più velocemente alle novità, alle mescole, agli stessi difetti genetici della moto. Dalla FP1 mettono a punto il setting che sappia combinare stile di guida e caratteristiche del circuito, senza dover fare disperati tentativi il sabato notte o nel warm-up. La “new generation” ha assimilato questo nuovo “linguaggio” in tenera età. Certi meccanismi vanno appresi in tempi precoci.

Valentino Rossi non ha deciso se rinnovare o meno, sebbene il cuore spinga a continuare. La scelta di arruolare David Munoz è un chiaro segno delle sue intenzioni. Ma a patto di accettare che il decimo titolo resti un sogno svanito, accarezzato per l’ultima volta nel 2015. Il dio ‘Kronos’, per dirla alla Claudio Costa, è spietato, non guarda in faccia neppure le leggende. Prima il paddock “era come una seconda casa. Negli ultimi anni, tutto è più difficile, in senso positivo perché i fan sono lì. Ho molti fan, [ma] prima la cosa principale era andare in moto e poi venivano le interviste. Ora avviene il contrario. Prima era molto diverso. Penso che sia positivo, anche perché ora se sei un fan MotoGP puoi seguire tutto da giovedì pomeriggio. Negli anni ’90 se eri fortunato vedevi la gara“. Cambiano i tempi, cambiano le moto, i piloti, i media e anche i tifosi. E se gli anziani restano indietro, i più giovani vanno  avanti.

1 commento

fabu
16:12, 29 ottobre 2019

però mi piacerebbe vedere i giovani piloti d’oggi che si divertissero e fossero un pò più spontanei.

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